Paolo Soro

Coronavirus, attesa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto “Cura Italia”

Dopo la serie di indiscrezioni che circolavano in questi giorni sui siti specializzati (creando non poca confusione), durante l’usuale conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio di oggi, lunedì 16 marzo, il premier Conte e i ministri dell’economia (Gualtieri) e del lavoro (Catalfo) hanno annunciato in anteprima le misure economiche e finanziarie varate.

I rappresentanti del governo hanno annunciato, in linea generale, i seguenti provvedimenti:

  1. Sospensione delle rate di mutui e prestiti, con garanzie pubbliche
  2. Sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi:

-          Per tutti, fino al 20 marzo

-          Per le imprese che fatturano fino a 2 milioni, fino al 31 maggio

-          Per le categorie colpite direttamente dalla crisi, anche oltre il 31 maggio

  1. Copertura di tutti i lavoratori autonomi, degli stagionali e di altre forme, con un assegno di 600 euro per il mese di marzo
  2. Voucher baby-sitter da 600 euro
  3. Permessi della legge 104 estesi, per il periodo marzo-aprile
  4. Licenziamenti per giustificato motivo oggettivo congelati a partire dalle procedure avviate dal 23 febbraio
  5. Computo del periodo di astensione dal lavoro come malattia per i lavoratori in quarantena
  6. Cassa Integrazione in deroga per tutti fino a 9 settimane
  7. Rinvio contributi colf
  8. Congedi per i genitori che hanno figli sotto i 12 anni costretti a casa dalla chiusura delle scuole

Naturalmente, attendiamo di leggere il testo ufficiale debitamente sottoscritto, al fine di poter evidenziare, con precisione, tutte le misure contenute.

Il decreto si compone di 122 articoli per un totale di circa 100 pagine e sarà oggetto di accurata analisi non appena verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Di tale analisi, verrà data opportuna e puntuale informativa da parte dello Studio, con diversi successivi contributi quotidiani.

A scanso di equivoci, giova ricordare che – a differenza dei recenti DPCM – in questo caso si tratta di un decreto legge. Come tale, ha valore immediatamente, non appena pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ma dovrà poi essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Se non viene convertito, perde efficacia in maniera retroattiva (ossia, dal momento della sua emanazione). Se viene convertito, diventa a tutti gli effetti legge dello Stato con valore sempre fin dalla data della sua pubblicazione iniziale. L’esperienza insegna che, nella maggior parte dei casi, il Parlamento interviene per convertire il decreto in legge con modifiche. In detta ultima ipotesi, occorrerà accertarsi di quali siano le norme confermate, quelle modificate e quelle eventualmente abrogate.

In ogni caso, come sempre, lo Studio provvederà ad avvisare la clientela in merito a tutte le relative notizie di interesse.

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