Paolo Soro

Lavoro, aumentano gli over-50 che lasciano l'Italia

Definiti "migranti maturi disoccupati", sono persone lontane dalla pensione o che hanno bisogno di lavorare per arrivarvi e che, comunque, hanno contemporaneamente la necessità di mantenere la famiglia, come evidenzia il rapporto 2018 della fondazione Migrantes.

Aumentano gli over 50 che lasciano l'Italia in cerca di lavoro, e sale il numero di pensionati che scelgono di trascorrere la vecchiaia in paesi fiscalmente e meteorologicamente vantaggiosi come Portogallo, Thailandia, Cuba, o negli stati del Maghreb. E' quanto evidenzia il rapporto 2018 della fondazione Migrantes (Cei), secondo cui negli ultimi sette anni, peraltro, 422 italiani in Australia sono stati portati in centri di detenzione per immigrati irregolari. Quanto ai giovani, aumentano gli studenti di lingua cinese già durante le superiori.

I genitori nutrono sempre meno speranza che i figli tornino in Italia. Tra le mete prescelte, in generale, la Germania torna a essere la prima scelta, mentre crolla il Regno Unito del dopo Brexit. E a Londra Italiani nel mondo registra un aumento di italiani tra senzatetto e persone con problemi psichiatrici.

Dal 2006 al 2018, si legge nel rapporto, la mobilità italiana è aumentata del 64,7% passando, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (Aire) a più di 5,1 milioni, con un aumento di oltre 140 mila unità (variazione 2,7% rispetto al 2017). Soffermandosi alla sola percentuale per espatrio (52,8%), si tratta in valore assoluto di 128.193 italiani partiti dall'Italia nel corso del 2017 spostando la loro residenza fuori dei confini nazionali. Le partenze, in questo ultimo anno, sono state generalmente più contenute in valore assoluto, ma resta un trend che merita attenzione e analisi in quanto, se nell'ultimo anno la crescita è stata del +3,3%, considerando gli ultimi tre anni la percentuale sale a +19,2% e per l`ultimo quinquennio addirittura a +36,2%.

A partire sono sicuramente i giovani (37,4%) e i giovani adulti (25%), ma le crescite più sostanziose (l`incidenza nel 2018 è dell`11,3% per chi ha tra i 50 e i 64 anni è il 7,1% dai 65 anni e oltre) si notano dai cinquant'anni in su. Un fenomeno che Migrantes spiega come la risposta alle necessità di provvedere alla precarietà lavorativa di italiani dai 50 in su rimasti disoccupati e soprattutto privi di prospettive in patria (definiti "migranti maturi disoccupati"). Si tratta di persone lontane dalla pensione o che hanno bisogno di lavorare per arrivarvi e che, comunque, hanno contemporaneamente la necessità di mantenere la famiglia.

I pensionati, da parte loro, definiti "migranti previdenziali", scelgono Marocco, Thailandia, Spagna, Portogallo, Tunisia, Santo Domingo, Cuba, Romania: sono luoghi in cui la vita è climaticamente piacevole, siega il rapporto, dove è possibile fare una vita più che dignitosa (affitto, bolletta, spesa alimentare) e dove a volte con il costo delle assicurazioni sanitarie private si riesce a curarsi (o almeno a incontrare un medico specialista rispetto al problema di salute avvertito) molto più che in Italia.

Per quanto riguarda i ragazzi, il Rapporto italiani nel mondo 2018 rileva che combattuti tra ammirazione verso le scelte dei figli, sindrome del "nido vuoto" e crescente disillusione nei confronti della politica e del futuro del nostro Paese, i genitori dei giovani expat manifestano aspettative eterogenee rispetto al rimpatrio dei figli: la maggioranza dei genitori non augura ai figli di tornare, soprattutto nel breve periodo, rinunciando così all`aspettativa di una prossimità spaziale e di una convivenza diretta che non esclude, tuttavia, momenti di temporaneo ricongiungimento.

Nel 2017, poi, sono risultati gli 279 istituti su tutto il territorio nazionale che hanno attivato l'insegnamento del cinese (l`8% del totale delle nostre scuole superiori), con il coinvolgimento di circa 17.500 studenti di scuole superiori.

In generale, gli italiani partiti da gennaio a dicembre 2017 sono andati in 193 località del mondo di ciascuna realtà continentale ma soprattutto in Europa (70%) e in America (22,2%) e, più nel dettaglio, nel Sudamerica (14,7%). Tra le mete dell`America Latina, entro le prime dieci posizioni, vi sono il Brasile (9.016) e l`Argentina (5.458), rispettivamente in quinta e ottava posizione. La Germania (20.007) torna a essere, quest`anno, la destinazione preferita distanziando, di molto, il Regno Unito (18.517), la Francia (12.870). Con oltre 6 mila arrivi in meno, il Regno Unito registra un decremento del -25,2%.

E proprio per quanto riguarda Londra, il rapporto della Migrantes evidenzia un dato singolare: "Sulla base dell`esperienza che noi abbiamo - afferma il Console Generale Marco Villani - c`è stato un incremento dei senzatetto così come c`è stato un incremento dei connazionali ricoverati nei centri di salute mentale".

Gli uomini sono oltre 70 mila (55%) e le donne oltre 57 mila.

Non si deve però pensare che si tratti di una mobilità prevalentemente maschile poiché si rileva il peso importante delle partenze di nuclei familiari. A sottolinearlo, i 24.570 minori (il 19,2% del totale), di cui il 16,6% ha meno di 14 anni e ben l`11,5% meno di 10 anni. Il 37,4% di chi parte (quasi 48 mila persone) ha tra i 18 e i 34 anni. I giovani adulti, ovvero la classe tra i 35 e i 49 anni, sono un quarto del totale, ma dal confronto con l`anno precedente risulta un aumento di +2,8% (in valore assoluto quasi 900 mila unità).

Fonte: Italia Oggi

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