ANCHE IL MORTO PAGA
L’Ici sulla prima casa non c’è
più, ma la tassa sull’ultima casa, quella dove riposare per l’eternità,
è dura a morire. I regolamenti di molti Comuni italiani impongono,
infatti, un canone per i loculi del cimitero dati in concessione ai
privati. L’ultimo in ordine di tempo a riesumare il macabro balzello è
stato il sindaco di Torre del Greco, che per rimpinguare le casse
comunali ha lanciato una campagna contro gli evasori nascosti all’ombra
dei cipressi. Tariffario alla mano, il nuovo costo per ogni nicchia è
di 15 euro annui.
I-POD TAX
Dalla iPod tax alla tassa sulla memoria. Nel dicembre scorso il governatore dello Stato di New York aveva proposto un'imposta del quattro per cento sulle canzoni scaricate da Internet. Un'idea che la proverbiale fantasia italica vorrebbe ora estendere a tutti i dispositivi elettronici dotati di memoria digitale, dalle pennette usb ai lettori mp3. Il decreto Milleproroghe prevede, infatti, che entro la fine di quest'anno il governo decida se applicare o meno una memory tax per risarcire gli autori delle musiche e dei video copiati per uso privato.
GLI ZERBINI PAGANO
Succede
a Bologna, dove il Comune sta cercando di recuperare le imposte non
pagate per l’esposizione di materiale pubblicitario. Nel mirino del
Fisco ci sarebbero non solo i pannelli con i nomi dei produttori di
gelati esposti dai bar o gli adesivi con i marchi delle carte di
credito ben in vista sulle vetrine, ma anche i tappetini con tanto di
logo sistemati all’ingresso dei negozi. Una tassa che ha scatenato le
ire di commercianti e artigiani, pronti a dare battaglia contro quella
che hanno già ribattezzato delirium tax. .
LA TASSA SUL GRADINO DI CASA
Le
tasse, una preoccupazione che affligge l’umanità. Fra i tanti prelievi
curiosi appartenuti al passato ma tuttora applicati, la cosiddetta
“tassa sul gradino”. L’accesso a un fabbricato che poggia sul suolo
pubblico o gravato da servitù di passaggio, è soggetto alla tassa per
l’occupazione di spazi e aree pubbliche. E’ quanto stabilito
dall’articolo 38 del decreto 507/1993. I gradini esterni, che creano un
dislivello fra l’abitazione e il suolo della strada, venivano
realizzati nei paesi per proteggere il fabbricato dalle infiltrazioni
di acqua in caso di pioggia.
LA TASSA SUL CAPPELLO
Bombetta, cilindro o scoppola, di qualsiasi forma fossero, il fisco di Sua Maestà, dal 1784 al 1811, ha preteso una tassa sulla vendita dei cappelli da uomo. Il singolare balzello andava dai 3 penny ai 2 scellini a seconda della spesa. Rigide le regole che ne disciplinavano il commercio. Chi li vendeva doveva acquistare la licenza ed esporre la scritta “Commerciante in Cappelli al Dettaglio”; all’interno del copricapo, a riprova del pagamento del tributo, era incollato un apposito bollo. Salatissime le multe per i trasgressori, sia che fossero rivenditori che acquirenti.

