Paolo Soro

Decreto Cura Italia: FAQ

Il Paese è in attesa delle circolari attuative, da parte dell’Agenzia delle entrate e dell’INPS, relative alle principali disposizioni inserite nel Decreto Cura Italia (di seguito, il Decreto). Nel frattempo, considerati i principali quesiti che giungono al riguardo, lo Studio ritiene utile far seguire alla circolare già trasmessa le risposte alle FAQ sull’argomento, come sorta di vademecum generale a beneficio di tutti.

Ho sospeso o ridotto la mia attività. A quale Cassa Integrazione posso avere accesso?

Secondo la normativa previgente la Cassa Integrazione Guadagni è di tre tipi:

1)      Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), prevista per tutte le aziende del comparto industriale, può essere richiesta al verificarsi di situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, ovvero determinati da situazioni temporanee di mercato;

2)      Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), prevista per il comparto industriale (aziende con più di 15 dipendenti) e per il settore commercio (aziende con più di 50 dipendenti), viene utilizzata per far fronte a eventi aziendali strutturali che comunque non compromettano la continuazione dell’attività aziendale

3)      Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD), prevista di norma per tutte le imprese di qualunque settore che non possono accedere alla CIGO, esclusi gli studi professionali.

Esempi:

-          Ristorante/bar/agenzia viaggi fino a 50 dipendenti = solo CIGD

-          industria fino a 15 dipendenti = CIGO o CIGD

-          negozio con 1 dipendente = solo CIGD

-          impresa di pulizie con 20 dipendenti = CIGO, CIGS, CIGD

Relativamente alla CIGO, il Decreto prevede:

-          I datori di lavoro che (nel 2020) sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili al Coronavirus possono presentare domanda di CIGO (causale “emergenza COVID-19”), senza stipulare l'accordo sindacale ordinariamente previsto; sono inoltre esonerati dall’osservanza del procedimento di informazione e consultazione sindacale, fermo restando l’esame congiunto da svolgersi anche in via telematica entro 3 giorni dalla richiesta; il periodo massimo è pari a 9 settimane; l’indennità è pari all’80% della retribuzione; è previsto un tetto massimo in funzione dei fondi disponibili.

Relativamente alla CIGS, il Decreto prevede:

-          Le aziende che hanno già in corso un trattamento di CIGS possono presentare domanda di CIGO per un periodo non superiore a 9 settimane; l’indennità è pari all’80% della retribuzione; è previsto un tetto massimo in funzione dei fondi disponibili.

Relativamente alla CIGD, il Decreto prevede:

-          Tutti i datori di lavoro, inclusi studi professionali ed enti, che non possono avere diritto alla CIGO o alla CIGS, possono accedere alla CIGD (anche se hanno un solo dipendente); sono esclusi solo i datori di lavoro domestici. Prima di poter presentare la domanda, è necessaria l’esistenza di un accordo quadro locale: le Regioni e Province autonome devono infatti aver stipulato preventivamente tale accordo (anche in via telematica); l’accordo non è richiesto per le imprese che occupano fino a 5 dipendenti. I trattamenti sono richiesti alla regione/provincia di appartenenza (nel caso di sedi in più regioni, direttamente al Ministero), per la durata della sospensione/riduzione del lavoro e comunque per un periodo non superiore a 9 settimane; le indennità sono concesse con decreto delle regioni/province, da trasmettere all’INPS in modalità telematica entro 48 ore dall’adozione, unitamente alla lista dei beneficiari. Spetta poi all'INPS erogare le prestazioni (previa verifica dei fondi disponibili) con la modalità di pagamento diretto. Possono fruire della CIGD i dipendenti (dirigenti esclusi) che: risultavano in forza alla data del 23 febbraio; hanno maturato un’anzianità minima di 12 mesi; hanno già utilizzato completamente tutte le ferie e i permessi. La scelta sui dipendenti per i quali chiedere la CIGD deve rispettare criteri di equità. Per questa misura è necessario attendere la definizione degli accordi quadro regionali e della prevista circolare INPS.

Io ho deciso di chiudere definitivamente l’attività. Posso licenziare i dipendenti e chiudere?

No! Il decreto vieta di procedere a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (sia individuali che collettivi) nel periodo che va dal 23 febbraio 2020 al 16 maggio 2020. È altresì vietato procedere a licenziamenti per giusta causa nell’ipotesi di assenza dal lavoro dovuta alla necessità di assistere persone conviventi con disabilità, purché sia preventivamente comunicata e motivata tale situazione.

Un mio dipendente mi ha comunicato di essere in isolamento fiduciario. Come lo devo retribuire?

Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto. Il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva. Attenzione: l’auto-isolamento fiduciario per scelta propria (ossia, senza sorveglianza attiva) non è contemplato dal Decreto.

Sono un lavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata; ho un figlio di 11 anni. Posso usufruire del congedo parentale previsto dal Decreto?

Sì! I genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, hanno diritto di fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta un’indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50% di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità. La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto. La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente a entrambi i genitori, per un totale complessivo di quindici giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore. Il limite di età non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata (legge 104), iscritti a scuole di ogni ordine e grado od ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. In alternativa, i medesimi lavoratori beneficiari possono scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo in questione. Il bonus viene erogato mediante libretto di famiglia ed è riconosciuto ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari. In ogni caso, per sapere come richiedere tali bonus, occorrerà attendere la circolare applicativa da parte dell’INPS.

Sono un ingegnere iscritto all’albo, in regime forfettario. Mi spetta l’indennità delle 600 euro prevista per marzo?

No! Le 600 euro non spettano a chi è iscritto a forme di previdenza obbligatoria non gestite dall’INPS.

Sono un amministratore di SRL commerciale iscritto alla Gestione Separata. Mia moglie ha un negozio di abbigliamento, gestito come impresa individuale. A noi spettano le 600 euro? Come possiamo chiederle?

Sì, a entrambi. Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità non entra nella dichiarazione dei redditi ed è erogata dall’INPS, previa domanda, fino a capienza dei fondi disponibili. Al momento, si è in attesa della circolare operativa da parte dell’INPS. È però presumibile che si potrà accedere al beneficio esclusivamente per via telematica, collegandosi ai servizi on line dell’Istituto dalla propria area riservata; pertanto, occorre il PIN dispositivo personale rilasciato dall’INPS. I titolari di reddito da collaborazione coordinata e continuativa non possono delegare il commercialista, ma si può consegnare allo stesso le proprie credenziali, al fine di agire in propria vece. È presumibile che ci sarà un grosso intasamento nel sito nel momento stesso in cui verrà stabilito il “click-day” da parte dell’INPS. L’indennità è erogata sino a capienza di fondi.

È prevista una proroga anche per il pagamento dei contributi delle colf/badanti?

Sì! I contributi in scadenza entro il prossimo 10 aprile potranno essere versati entro il 10 giugno, senza maggiorazioni a titolo di interessi e/o sanzioni.

Ho una colf che vorrei licenziare. Lo posso fare?

Sì! La tutela prevista dal Decreto in materia di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (individuale o collettivo) non richiama il rapporto di lavoro domestico, che quindi ne resta escluso, con possibilità di ordinaria interruzione del rapporto, senza specifica motivazione, così come previsto dalla normativa di riferimento.

Sono socio e amministratore di una SRL, posso attingere al Fondo per solidarietà mutuo “prima-casa”?

Non sulla base del Decreto. Tale ammissione è infatti estesa dal Decreto ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% rispetto a quello dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza Coronavirus.

Mia moglie, lavoratrice dipendente, paga un mutuo. Possiamo chiedere alla banca la sospensione delle rate?

Non sulla base del Decreto. Tale facoltà è prevista dal Decreto in favore delle attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di Coronavirus.

La mia società ha in corso un fido ordinario (scoperto di cassa), un leasing immobiliare e un prestito. Cosa prevede il Decreto al riguardo?

Per quanto riguarda il fido, sarà possibile mantenerlo nella stessa entità senza necessità di integrare documentazione per l’istruttoria ordinaria annuale della pratica da parte della banca, fino al 30 settembre di quest’anno. Per quanto riguarda il pagamento dei canoni leasing e delle rate del prestito, può essere richiesta una moratoria per la sospensione fino al 30/09/2020. Gli interessi, peraltro, continuano a decorrere anche nel periodo di moratoria e verranno aggiunti dalla banca all’importo delle rate che si andranno a pagare nuovamente dopo tale data. Pertanto, è evidente che l’operazione convenga soprattutto a chi deve saldare nella rata molto capitale e pochi interessi. È onere del diretto interessato contattare la banca per presentare la domanda (in genere, sulla base della specifica modulistica messa a disposizione dalla stessa banca), corredata da un’autocertificazione nella quale l’Impresa attesta di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Coronavirus. Possono beneficiarne le Imprese le cui esposizioni debitorie non siano, alla data del 17/03/2020, classificate come esposizioni creditizie deteriorate. La disposizione riguarda:

-          Microimprese (fino a 10 occupati e 2 milioni annui di totale di bilancio o fatturato)

-          Piccole imprese (fino a 50 occupati e 10 milioni annui di totale di bilancio o fatturato)

-          Medie imprese (fino a 250 occupati e 50 milioni annui di fatturato o 43 milioni annui di totale di bilancio)

aventi sede in Italia.

I miei dipendenti mi hanno detto che a loro spetta un premio perché sono andati regolarmente a lavorare a marzo. È vero?

Sì, se rientrano nei parametri fissati dal Decreto. Ai titolari di reddito di lavoro dipendente che possiedono un reddito da lavoro dipendente (ossia, senza tener conto di altri eventuali redditi) dell’anno 2019 di importo non superiore a 40.000 euro, spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese. I datori di lavoro riconoscono in via automatica il premio a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile (ossia, relativa al mese di aprile) e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno, compensandolo nel modello F24. Occorrerà comunque attendere che l’Agenzia delle entrate indichi il codice tributo da usare.

Io ho un negozio. È vero che ho diritto a un credito per il canone d’affitto pagato considerato che ero chiuso?

Sì. Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020. È necessario però che l’immobile dove svolgo l’attività e per il quale pago l’affitto sia accatastato nella categoria C/1. In ogni caso, il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24. Pertanto, occorrerà anche in questo caso attendere che l’Agenzia delle entrate indichi qual è il codice tributo da usare.

Con tutte queste proroghe e decreti non capisco più quali sono le scadenze per i pagamenti fiscali, quelli contributivi e per gli adempimenti dichiarativi. Si può fare un riepilogo generale?

Certo, seppure con l’avvertenza che, non essendo talune disposizioni affatto chiare, anche in tale specifica materia si attendono chiarimenti dell’INPS e dell’Agenzia delle entrate, la quale ultima, per esempio, proprio ieri ha diramato un’iniziale risoluzione avente a oggetto: “Sospensione dei versamenti tributari e contributivi a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – Primi chiarimenti”.

-          Imprese turistico-ricettive, agenzie viaggi, tour operator etc.

I versamenti di ritenute su dipendenti e assimilati, di contributi INPS e INAIL, dell’IVA, nonché gli adempimenti dichiarativi relativi ai contributi, tutto avente scadenza nel periodo marzo/aprile, viene prorogato al 1° giugno (pagamento in unica soluzione o in 5 rate a decorrere sempre dal 1° giugno, senza interessi e sanzioni). Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

-          Tutti i contribuenti

Sospesi gli adempimenti diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. Tali adempimenti slittano al 30 giugno senza sanzioni. Resta fermo il rinvio dal 16 marzo al 31 marzo riguardante i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020. Inoltre, fatto salvo quanto appresso specificato, tutti i pagamenti tributari e previdenziali in scadenza il 16/03/2020, sono prorogati al 20/03/2020.

-          Contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel 2019

Sospesi i versamenti che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020:

a)      relativi alle ritenute alla fonte di lavoratori dipendenti e assimilati, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale;

b)      relativi all’IVA;

c)      relativi all’INPS e all’INAIL.

Tali versamenti sono prorogati al 1° giugno (pagamento in unica soluzione o in 5 rate a decorrere sempre dal 1° giugno, senza interessi e sanzioni). Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

-          Soggetti con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel 2019

I ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17/03/2020 e il 31/03/2020, non sono assoggettati alle ritenute d'acconto previste per lavoratori autonomi e assimilati, nonché agenti di commercio, da parte del sostituto d'imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi del Decreto e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto, in un'unica soluzione entro il 1° giugno 2020, o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere sempre dal 1° giugno, senza applicazione di sanzioni e interessi. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

-          Approvazione bilanci società di capitali

I bilanci delle società di capitali, indipendentemente da quanto specificato nel proprio statuto sociale, sono approvati entro il 30 luglio (e depositati entro il 30 agosto).

-          Contribuenti che si sono avvalsi della “Rottamazione-Ter” e del “Saldo e Stralcio”

I termini previsti in scadenza al 28 febbraio e al 31 marzo sono prorogati al 1° giugno senza sanzioni e interessi.

-          Trasmissione di atti di accertamento e cartelle esattoriali e contestuali richieste di pagamento

Tutti i termini sono sostanzialmente sospesi per 2 mesi.

-          Proposizione ricorsi in Commissione Tributaria e Ricorso/Mediazione all’Ufficio

Tutti i termini sono sostanzialmente sospesi per 2 mesi.

È vero che è cambiato anche il periodo di tempo entro il quale l’Agenzia delle entrate può fare accertamenti fiscali?

Purtroppo, sì! In modo assolutamente ingiustificabile e incomprensibile (oltre che inconferente avuto riguardo all’oggetto del Decreto) è stato per legge previsto un maggior periodo di ulteriori 2 anni ai fini dei termini di accertamento fiscale. Pertanto, per esempio, per l’anno 2015 il cui ordinario termine di accertamento sarebbe scaduto il 31 dicembre di quest’anno, il termine ora scadrà il 31/12/2022.

Io sono nel consiglio di amministrazione di una SPA che ha sede in un’altra regione nella quale non posso spostarmi. Come faccio a partecipare alle assemblee?

Il Decreto stabilisce che, indipendentemente da quanto previsto nel proprio specifico statuto sociale, le assemblee possono avvenire (e hanno piena validità) mediante mezzi di telecomunicazione (esempio, Skype, Face-Time, WhatsApp, etc.). Analogamente anche l’espressione del voto avviene in via elettronica o per corrispondenza.

Ho sentito che c’è molta richiesta di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale (DPI). Mi hanno proposto di prendere una rappresentanza commerciale. Lo posso fare o ci sono dei divieti?

Si può fare, ma occorre tenere presente quanto in merito specificatamente stabilito dal Decreto. In generale, per la gestione dell’emergenza da Coronavirus e fino al termine di tale stato di emergenza, è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni. I produttori e gli importatori delle mascherine chirurgiche e coloro che le immettono in commercio i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’Istituto Superiore di Sanità un’autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto Superiore di Sanità ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto Superiore di Sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti. I produttori, gli importatori dei dispositivi di protezione individuale e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’INAIL un’autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’INAIL ogni elemento utile alla validazione dei dispositivi di protezione individuale oggetto della stessa. L’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato, si pronuncia circa la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti. Qualora all’esito delle anzidette valutazioni i prodotti risultino non conformi alle vigenti norme, impregiudicata l’applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione, il produttore ne cessa immediatamente la produzione e all’importatore è fatto divieto di immissione in commercio.

Sono previsti degli sgravi nel caso in cui decida di effettuare delle donazioni a chi sta operando nell’emergenza causata dal Coronavirus?

Sì, ma devono essere effettuate tramite associazioni, fondazioni, enti etc. Il Decreto stabilisce infatti che, per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus, spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo comunque non superiore a 30.000 euro. Le erogazioni liberali in denaro e in natura effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, sono deducibili dal reddito d'impresa ai fini delle relative imposte, laddove eseguite per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti. Ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, le erogazioni liberali sono deducibili nell'esercizio in cui sono effettuate.

Io ho l’abbonamento al teatro che è stato chiuso. Posso essere rimborsato? E coi voli che succede?

Sì! A decorrere dall’8 marzo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura. Ciò significa che sussiste giusta causa di rimborso dei biglietti acquistati il cui valore deve essere rimborsato. Questa previsione del Codice Civile vale per qualunque titolo acquistato (teatro, volo, treno, hotel, etc.).

Io ho la carta d’identità che mi scade a fine mese, ma ora non posso muovermi. Cosa succede?

Niente, salvo eventuali utilizzi per viaggiare all’estero. Il Decreto stabilisce che la validità a ogni effetto dei documenti di riconoscimento e di identità rilasciati da amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente al 17/03/2020 è prorogata al 31 agosto 2020. La validità ai fini dell’espatrio, invece, resta limitata alla data di scadenza indicata nel documento.

Cosa succede se mi arriva una raccomandata da firmare? Non dovrei avvicinarmi al postino.

Il Decreto stabilisce che, dal 17/03/2020 e fino al 30 giugno 2020, per lo svolgimento del servizio postale relativo agli invii raccomandati, agli invii assicurati e alla distribuzione dei pacchi, nonché per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta, gli operatori postali procedono alla consegna dei suddetti invii e pacchi mediante preventivo accertamento della presenza del destinatario o di persona abilitata al ritiro, senza raccoglierne la firma, con successiva immissione dell’invio nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda, al piano o in altro luogo, presso il medesimo indirizzo, indicato contestualmente dal destinatario o dalla persona abilitata al ritiro. La firma è apposta dall’operatore postale sui documenti di consegna in cui è attestata anche la suddetta modalità di recapito.

 

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