Paolo Soro

Rottamazione: le risposte di Equitalia

Equitalia risponde alle domande rivolte dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma. Un tavolo tecnico «molto proficuo», ha osservato il presidente dell'ODCEC di Roma, Mario Civetta, «perché una serie di dubbi applicativi e di questioni di merito hanno avuto un momento di definizione».

C'è tempo fino al 31 marzo 2017 per aderire alla rottamazione dei ruoli, ma anche per ripensarci.

Dopo tale data, chi non ha espressamente rinunciato (tramite apposita dichiarazione) non può tornare indietro.

Se pertanto un contribuente vuole continuare a pagare le rate del piano originario, più costoso ma anche più lungo, dovrà ignorare gli avvisi di pagamento proposti dall'agente di riscossione (fino a cinque rate da saldare tra il 2017 e il 2018).

A quel punto sarà revocata la sospensione e il contribuente potrà riprendere il pagamento delle rate della dilazione precedentemente accordata.

Molteplici le domande sulla possibilità di accesso per i soggetti decaduti da un precedente piano di rateizzazione.

Equitalia ricorda che rientrano nell'ambito applicativo della definizione agevolata i carichi già interessati da provvedimenti di rateizzazione in essere alla data di entrata in vigore del dl n. 193/2016 a condizione che, entro il 31 marzo 2017, risulti saldato l'importo delle rate scadenti a tutto il 31 dicembre 2016.

Pertanto, il contribuente decaduto prima del 24 ottobre 2016 può aderire senza vincoli alla definizione agevolata.

Uno dei quesiti posti dall'ODCEC capitolino riguardava la situazione delle società che hanno rinegoziato coi creditori i propri debiti.

La legge prevede infatti la possibilità di rottamare i ruoli già oggetto di accordi di ristrutturazione del debitore in stato di sovra-indebitamento ex legge n. 3/2012 (persone fisiche e microimprese non fallibili).

Da qui il dubbio se, per analogia, potesse essere rottamato anche il debito già oggetto di un accordo di ristrutturazione stipulato ai sensi degli articoli 182-bis e 182-ter L. Fall. da una società assoggettabile a fallimento.

Nessuna chiusura da parte della società di riscossione, secondo cui è tuttavia indispensabile una tempestiva informativa agli enti titolari dei crediti fiscali da rottamare (i quali valuteranno poi l'opportunità di eventuali modifiche all'atto di transazione sottoscritto).

Via libera all'accesso per il contribuente che ha ottenuto lo storno delle sanzioni dalle cartelle esattoriali ereditate dal de cuius.

Aderendo alla rottamazione, l'istante potrà risparmiare anche gli interessi di mora.

Un altro tema riguardava la possibilità, per il lavoratore autonomo moroso verso l'Inps che aderisce alla definizione agevolata, di ottenere nuovamente un DURC positivo.

La materia, puntualizza Equitalia, «resta di esclusiva competenza degli uffici dell'INPS», quali tuttavia hanno già interpellato il ministero del lavoro «al fine di ottenere i necessari chiarimenti sulla corretta interpretazione della previsione in esame».

Dubbi dei commercialisti anche riguardo alle somme dovute ad Ama, la società del comune di Roma che gestisce rifiuti e servizi ambientali.

«L'Ama non ci ha mai autorizzato alla rateazione dei carichi iscritti a ruolo», risponde Equitalia, «per effetto di ciò, la società emette dei piani in proprio che prevedono la dilazione della sola imposta con conseguente sospensione del carico fino al pagamento integrale delle somme e il pagamento in unica soluzione delle sanzioni e interessi che non sospende».

Il contribuente, perciò, in questi casi può aderire alla rottamazione, nei limiti di legge, per il carico residuo in riscossione.

Fonte: Italia Oggi

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