Paolo Soro

Ue, i cinque punti chiave sull’Iva

A metterli a punto è stata la Commissione europea e coprono diverse aree di intervento e vari appuntamenti.

Sportello unico per tutte le operazioni di e-commerce, regole più semplici per start up e microimprese, contrasto alle frodi, aliquote agevolate sugli e-book e altre pubblicazioni elettroniche. Queste le principali linee guida sull’Iva formulate di recente dalla Commissione europea.

Le novità

Una delle proposte dell’esecutivo comunitario riguarda la creazione un portale unico (One Stop Shop) attraverso cui gli operatori economici possono gestire tutte gli adempimenti Iva (registrazione, pagamento, eccetera). L’idea è quella di estendere l’uso di questo portale, attualmente dedicato solo alle imprese che forniscono servizi di telecomunicazione, di tele-radiodiffusione o elettronici, a tutte le attività commerciali. Secondo le stime di Bruxelles, il nuovo sistema comporterebbe una riduzione dei carichi amministrativi per le imprese del 95%  e un risparmio complessivo di circa 2.3mila miliardi di euro, aumentando le entrate Iva per gli Stati dell’Unione di circa 7mila miliardi di euro.

Regole e procedure più semplici per start up e microimprese operanti nel commercio elettronico. Questa un’altra misura indicata dall’esecutivo comunitario, secondo la quale per le vendite online al di sotto dei diecimila euro gli operatori potranno continuare ad applicare le norme in materia di Iva del loro Paese di residenza. La Commissione indica come strada da seguire anche il rafforzamento della lotta alle frodi Iva, soprattutto quelle provenienti dai Paesi extraeuropei. Nel mirino dell’esecutivo comunitario, in particolare, le importazioni di beni il cui valore è al di sotto dei 22 euro e su cui non viene applicata l’imposta. Si tratta di un volume di affari davvero consistente, circa 150 milioni di merci importate esenti da Iva. Secondo la Commissione, le frodi vengono perpetrate sfruttando la debolezza di questo sistema e, per questo motivo, Bruxelles ha deciso di rimuovere l’esenzione dall’imposta su questo tipo di prodotti.

Anche l’editoria tra le principali novità

Novità anche nel settore dell’editoria, dove spariranno le disparità di trattamento Iva tra pubblicazioni cartacee (libri, giornali, eccetera), attualmente con aliquota ridotta, ed elettroniche su cui, invece, viene applicata quella standard. Secondo le nuove misure della Commissione, gli Stati membri potranno scegliere se applicare l’imposta ridotta anche sui prodotti editoriali elettronici.

Mercato digitale e spazio unico

Le proposte della Commissione scaturiscono da quanto già formulato nel Piano di azione per la creazione di un mercato digitale unico europeo, reso pubblico dalla Commissione nel maggio del 2015. La strategia, che rientra tra le dieci priorità dell’Unione per gli anni 2014-2019, ha tra i propri punti la riduzione degli oneri burocratici relativi all’Iva. È dell’aprile del 2016, invece, il Piano di azione per creare uno spazio unico europeo dell’Iva, con l’obiettivo di rilanciare le attività imprenditoriali, sostenere il commercio elettronico e combattere le frodi. Elementi chiave del Piano d’azione: regole nuove e uniche in materia di Iva per il commercio transfrontaliero, misure antifrode più stringenti, maggiore autonomia degli Stati nella scelta delle aliquote e semplificazione  degli adempimenti a carico di Pmi e start up, in particolare per quelle operanti nel commercio elettronico.

Il calendario

Le prime misure a trovare attuazione saranno quelle sulle pubblicazioni elettroniche, che entreranno in vigore subito dopo l’approvazione del Consiglio. Per quanto riguarda il commercio elettronico, le prime riforme sono previste per il 2018. Per tutte le altre novità, bisognerà aspettare il 2021 quando le infrastrutture tecnologiche europee a sostegno del mercato digitale saranno completate definitivamente.

Fonte: Fisco-Oggi

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