Paolo Soro

Multe incongrue nel nuovo decreto fiscale

Le prossime comunicazioni trimestrali dovranno essere svolte con estrema attenzione, considerata la tipologia di multe che deriveranno da qualunque errore, anche minimo.

Un errore di un solo euro nelle nuove comunicazioni trimestrali Iva produrrà una sanzione minima di 5 mila euro.

Questo uno degli effetti del decreto fiscale collegato alla manovra 2017 (193/2016), in vigore dal 24 ottobre scorso, che introduce ben otto nuovi obblighi a carico di professionisti e imprese con decorrenza dal 1° gennaio 2017.

È l’allarme lanciato ieri dal coordinamento delle associazioni sindacali dei commercialisti (Adc –Aidc – Anc – Andoc – Unagraco – Ungdcec – Unico) in una nota in cui si sottolinea che l’inasprimento sanzionatorio relativo alle nuove comunicazioni trimestrali dei dati Iva, appare in netto contrasto con altre disposizioni dello stesso collegato fiscale in cui, nello spirito di ridurre l’eccessivo peso di sanzioni e interessi di mora, si giustifica l’introduzione della c.d. rottamazione delle cartelle esattoriali.

Sul tema delle sanzioni il comunicato in oggetto fa riferimento alla nuova ipotesi sanzionatoria introdotta dal decreto legge 193/2016 in materia di omessa, incompleta o infedele comunicazione della nuova comunicazione trimestrale dei dati delle liquidazioni periodiche Iva.

Sulla base della nuova sanzione introdotta nel comma 2-ter dell’articolo 11 del dlgs 471/1997 le fattispecie sopra descritte verranno infatti punite con una sanzione amministrativa da euro 5 mila a euro 50 mila.

Il nuovo obbligo di invio telematico dei dati delle liquidazioni Iva previsto a decorrere dal 2017 dovrà assicurare, secondo le previsioni di entrata della manovra 2017, un incremento di gettito Iva dovuto all’incremento dei controlli automatizzati e all’anticipazione delle procedure di liquidazione.

Il notevole peso sanzionatorio attribuito alle ipotesi di omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva su base trimestrale tende proprio ad assicurare la tenuta del nuovo e ulteriore meccanismo di compliance preventiva e i risultati in termini di gettito dallo stesso attesi.

Fonte: Italia Oggi

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