Paolo Soro

Procedura accelerata per gli stagionali

Direttiva 2014/36 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali.

Modifiche in arrivo per il Testo unico sull'immigrazione (dlgs 25 luglio 1998, n. 286).

Ieri, infatti, il consiglio dei ministri ha approvato, in via preliminare, lo schema di dlgs volto a dare attuazione alla direttiva 2014/36 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali.

La direttiva è stata prevista dal Programma de l'Aja del 2004 del Consiglio europeo, che invitava la Commissione a presentare un piano d'azione sull'immigrazione legale e a formulare proposte legislative per l'individuazione di procedure di ammissione di cittadini di paesi terzi in grado di rispondere con snellezza e celerità alle temporanee esigenze di manodopera di alcuni settori del mercato del lavoro quali, in particolare, turismo, ristorazione e agricoltura.

Il testo dello schema di dlgs, che a breve sarà posto al vaglio del parlamento affinché le commissioni possano esprimersi sul punto, è composto da quattro articoli attraverso i quali sono state riformulati gli articoli 5 e 24 del dlgs 286/1998.

Nel dettaglio, viene reso più facilmente raggiungibile il requisito per il rilascio del permesso pluriennale laddove, trattandosi di impieghi ripetitivi, allo straniero che dimostra di essere venuto in Italia almeno una volta nei cinque anni (e non più due anni di seguito a legislazione vigente) precedenti per prestare lavoro stagionale, può essere rilasciato un permesso pluriennale con indicazione del periodo di validità per ciascun anno.

Per quanto attiene, invece, i settori occupazionali che includono attività soggette al ritmo delle stagioni sono individuati i settori dell'agricoltura e del turismo, visto che gli ingressi di stranieri per lo svolgimento di lavoro stagionale sono stati manifestati, per quanto attiene l'Italia solitamente in tali settori.

L'impianto normativo prevede procedure semplificate e più celeri ai fini del rilascio del nulla osta al lavoro stagionale e per le modalità della sistemazione alloggiativa del lavoratore.

Questo al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno, dovrà esibire un titolo idoneo a provare non solo l'effettiva disponibilità dell'alloggio e le relative condizioni e idoneità alloggiativa, ma anche che il relativo canone non sarà decurtato automaticamente dalla retribuzione del lavoratore.

È, inoltre, riconosciuto il diritto di precedenza al rientro in Italia per ragioni di lavoro stagionale già ammesso a lavorare in Italia almeno una volta nei cinque anni precedenti presso lo stesso o altro datore di lavoro.

Stabilita, poi, la possibilità colui che ha svolto, per almeno tre mesi, regolare attività lavorativa, di convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Fissata, infine, la disciplina sanzionatoria nei casi di revoca del nulla osta e del permesso di soggiorno per lavoro stagionale nei casi ascrivibili a colpa del datore di lavoro.

In tali casi viene prevista la liquidazione, a favore del lavoratore, di un'indennità la cui misura è rapportata alle retribuzioni dovute ai sensi del contratto collettivo nazionale.

Quanto alla disciplina sanzionatoria nei casi di impiego, per attività di carattere stagionale, di uno o più stranieri privi del permesso di soggiorno per lavoro stagionale ovvero il permesso sia scaduto, revocato o annullato, si fa riferimento all'apparato sanzionatorio in essere.

Fonte: Italia Oggi

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