Paolo Soro

Trust attenzionati dall’ECOFIN

Appare indispensabile predisporre una policy ad hoc, che consenta sempre, tra l’altro, l’individuazione esatta dell’effettivo proprietario.

La commissione accelera sulla revisione della direttiva antiriciclaggio e sulle misure che consentiranno di conoscere anche ai fini fiscali il reale proprietario dei trust.

A conclusione dell’Ecofin, Jeroen Dijsselbloem, presidente Ecofin e ministro delle finanze olandese, ha ribadito la strada intrapresa dall’Europa 28 sui passi da seguire in materia di contrasto all’elusione internazionale: «gli stati membri hanno sottolineato» scrive in una nota pubblicata sull’account Twitter il presidente dell’Ecofin, «l’importanza cruciale di continuare l’azione intensificandola in questo campo a livello nazionale, comunitario e mondiale».

Ma in che modo?

L’Ecofin dà il benvenuto al fatto che tutti gli stati membri abbiano dato l’adesione al progetto pilota per lo scambio automatico di informazioni sull’ultimo proprietario effettivo. Non solo.

I ministri sono del parere che uno dei prossimi passi dovrebbe andare al di là delle modifiche annunciate dalla Commissione nel mese di febbraio: si punta infatti a far si che la Commissione inserisca degli emendamenti, prendendo in considerazione i miglioramenti per affrontare alcune questioni legate specificamente al riciclaggio di denaro, in particolare per migliorare l’accessibilità dei benefici ai registri di proprietà sulle società e sulle altre entità legali, nonché su fondi e simili, e sui vari accordi giuridici.

Le nuove regole riguarderanno anche la registrazione, fornendo i requisiti per i trust, onde accelerare l’interconnessione dei registri nazionali sulla proprietà effettiva.

Ci sarà una promozione per lo scambio automatico di informazioni sempre sui proprietari effettivi, in modo da rafforzare per i clienti le regole di diligenza.

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