Paolo Soro

Restyling per le imprese sociali

Al via il disegno di legge delega per la riforma del terzo settore.

Restyling delle imprese sociali, grazie a «forme di remunerazione del capitale», per garantire la destinazione degli utili al conseguimento delle finalità (benefiche e umanitarie) perseguite, mentre vi saranno dei distinti obblighi di trasparenza e limiti per retribuire i titolari degli organismi dirigenti.

E, ancora, sarà il ministero del welfare a svolgere funzioni di vigilanza, monitoraggio e controllo pubblico sugli enti del terzo settore, predisponendo delle linee guida in materia di bilancio sociale e di sistemi di valutazione di impatto delle attività svolte dalle associazioni, mentre il servizio civile diventerà universale, giacché potranno partire per svolgere esperienze di volontariato i giovani under28 sia italiani, sia stranieri (ma regolarmente soggiornanti nella nostra penisola), avendo come meta anche nazioni europee, o extracomunitarie.

È stato acceso nel pomeriggio di ieri, nell’aula del senato, il semaforo verde sul disegno di legge delega per la riforma del terzo settore (1870), già varato dai deputati in prima lettura, poco meno di un anno fa; i voti a favore sono stati 146, 74 quelli contrari e 16 gli astenuti su un testo che, dopo numerose modifiche impresse a palazzo Madama, dovrà tornare all’esame di Montecitorio.

Secondo il relatore Stefano Lepri (Pd), la grande novità del provvedimento è aver fatto sì che il terzo settore diventasse «finalmente un soggetto giuridico», laddove associazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, associazioni di promozione sociale, diventeranno «un’unica famiglia, con caratteristiche comuni riconosciute per legge, pur rimanendo soggetti con una loro specificità e diversi modelli organizzativi».

Fonte: Italia Oggi

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