Paolo Soro

Start-up, no accertamenti sugli squilibri economici

Nei Massimari 2015 delle Commissioni Tributarie spiccano due sentenze pro-contribuente relative ad accertamenti fondati sugli squilibri economici in fase di start-up.

No alla scure del Fisco sulle imprese in fase di start-up.

Gli uffici non possono non tener conto che in detta fase di avvio e lancio della società ci può ben essere uno squilibrio, quasi fisiologico, fra i costi e gli investimenti effettuati e i risultati economici ottenuti.

A sancire l’illegittimità degli accertamenti spiccati dagli uffici locali delle Entrate due sentenze di merito, una della Ctr Lazio e una della Ctp Milano.

Si tratta di due sentenze che fanno parte dei Massimari 2015 delle commissioni tributarie recentemente pubblicati dai rispettivi uffici studi.

Di seguito, l’interessante pronuncia della Commissione romana.

Ctr Lazio – sentenza n. 514/9/15.

Secondo i giudici della regionale del Lazio l’ufficio non può contestare la deducibilità delle spese relative a un contratto di leasing di un bene strumentale all’attività dell’azienda che si trova in fase di start-up.

Nel caso di specie la società, operante nel settore del noleggio di mezzi di trasporto marittimi, disponeva di tre barche grazie ad altrettanti contratti di locazione finanziaria.

Secondo l’ufficio la deducibilità dei canoni di leasing in questione dal reddito d’impresa era preclusa, perché la società non poteva considerarsi ancora operativa in quanto in attesa di completare l’iter burocratico per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento della specifica attività di noleggio.

Per i giudici della regionale invece tali costi, per quanto relativi a beni effettivamente utilizzati solo in un momento immediatamente successivo, devono essere comunque considerati deducibili in ossequio al principio della deducibilità «in proiezione futura», ossia anche nel caso in cui i ricavi non si realizzino nell’immediatezza della stipula di detti contratti di leasing.

Diversamente opinando, si legge in sentenza, tali costi rimarrebbero irragionevolmente indeducibili per la società che nel frattempo, grazie al successivo ottenimento delle autorizzazioni amministrative, è divenuta operativa.

Fonte: Italia Oggi

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