Paolo Soro

Fondo patrimoniale, niente ipoteca per debiti extra-familiari

Con sentenza n. 677/03/15, la Commissione Tributaria Provinciale di Pavia conferma il diniego all’ipoteca sui beni immobili del fondo patrimoniale costituito per soddisfare i bisogni della famiglia, laddove i debiti contratti siano estranei a tale sfera di interessi.

In tema di fondo patrimoniale, così si esprime la CTP di Pavia relativamente alla protezione dei beni, ribadendo il principio di fondo, già recentemente nuovamente enunciato anche dalla Cassazione (1652/2016).

Riprendendo la definizione del Codice Civile, il fondo patrimoniale può essere catalogato come un complesso di beni determinati, assoggettati ad una speciale disciplina di amministrazione ed a limiti di alienabilità ed espropriabilità da parte dei creditori, per tutto il resto non derogando il loro regolamento alle norme in materia di diritti reali e di obbligazione.

Può definirsi come "patrimonio di destinazione" al soddisfacimento dei bisogni familiari, privo di soggettività autonoma, tant'è che i beni che fanno parte del fondo stesso, costituiscono un patrimonio separato addirittura non compreso nel fallimento, anche se appartengono al fallito, salva l'esperibilità dell'azione revocatoria fallimentare.

La sua pubblicità con effetto di opponibilità ai terzi, è riservata all'annotazione a margine dell'atto di matrimonio.

Chi costituisce il fondo si riserva la proprietà dei beni sui quali i coniugi avevano pertanto uno speciale diritto di godimento, assimilabile all'usufrutto, ma senza le limitazioni concernenti la percezione dei frutti. L’acquisto dei beni avviene pro-quota in capo ai coniugi titolari dei beni.

Il vincolo di destinazione dei frutti ai bisogni della famiglia ha solo un rilievo obbligatorio interno tra i coniugi, e non incide sull’atto di disposizione verso terzi. Sui bisogni della famiglia deve essere fatto riferimento al "ménage domestico-familiare" secondo le condizioni economiche e sociali della famiglia.

Fatte le superiori premesse ed avendo cercato di tratteggiare un quadro, il Collegio ha tentato di rimarcare gli aspetti più salienti di tale istituto che possono avere ripercussioni in campo fiscale-tributario.

Tornando al nostro caso, ad avviso della Commissione, l'iscrizione di ipoteca sui beni del fondo patrimoniale non può aver luogo in quanto il debito non deriva un negozio vero e proprio, stipulato inter partes, poiché il reale debito d'imposta, come quello di cui si discute, non è causato da un contratto tradizionale avvenuto fra le Parti. Ne deriva che il divieto di esecuzione, in senso ampio, di cui all'art. 170 Cod. Civ. si riferisce anche ai debiti estranei ai bisogni della famiglia, come può: essere il debito di natura tributaria, peraltro sorto ben dopo, la costituzione del fondo patrimoniale.

Le conclusioni a cui arriva il Collegio giudicante sono quelle che il fondo patrimoniale non risponde in alcun modo al debito fiscale in capo ad uno de coniugi per la propria attività o professione.

A parere del Collegio non sono valide le ragioni di difesa avanzate da Equitalia Nord Spa, pur dovendosi riconoscere che l’ordinanza di sospensione è intervenuta in epoca successiva all’iter di riscossione attivato. Ciò induce questo Giudice a ritenere integralmente compensate inter partes le spese di giudizio.

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