Paolo Soro

Prima richiesta al Lussemburgo

I vertici dell’Agenzia comunicano che le autorità lussemburghesi riceveranno presto una prima richiesta di informazioni concernenti un gruppo locale, per il quale si presume attività di evasione fiscale in Italia. La richiesta sarà retrodatata a partire dall’anno d’imposta 2014.

In partenza la prima richiesta fiscale di gruppo da parte dell’Agenzia delle entrate italiana all’agenzia delle entrate lussemburghese.

Ad annunciarlo al convegno «Rientro dei capitali e auto-riciclaggio: i rischi penali della voluntary disclosure», organizzato da Top-legal il 10 febbraio scorso, Antonio Martino nel suo ultimo convegno in qualità di dirigente Ufficio centrale per contrasto agli illeciti fiscali internazionali (Ucifi) dell’Agenzia delle entrate e da oggi avvocato penalista nel dipartimento litigation regulatory di Dla piper.

Le richieste di gruppo rappresentano una novità nel panorama dello scambio di informazioni fiscali ai fini del contrasto dell’elusione: si tratta di una domanda di assistenza amministrativa avanzata dallo stato richiedente, in questo caso l’Italia, e inerente un gruppo di contribuenti dei quali non si conoscono anagrafiche o generalità ma per i quali esiste una provata presunzione di evasione fiscale.

La richiesta all’esame dell’Agenzia delle entrate avrà ad oggetto gli anni di imposta a far data dal primo gennaio 2014, periodo di entrata in vigore del protocollo aggiuntivo tra Italia e Lussemburgo proprio in materia di doppie imposizioni. 

L’amministrazione fiscale del Lussemburgo avrà 60 giorni di tempo, una volta ricevuta la missiva, per rispondere alle richieste del fisco italiano.

Le richieste di gruppo erano state annunciate dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi come corollario della chiusura proprio della procedura di collaborazione volontaria e come cambio di contesto internazionale nelle strategie di contrasto all’evasione fiscale.

Ora l’Agenzia alza il tiro e rende operativa la possibilità data dalle linee di Ocse e fondo monetario internazionale.

La richiesta è dunque in preparazione, anche se i tempi potrebbero essere non strettissimi, considerato che dovranno essere coinvolte, proprio per la materia trattata, anche altre amministrazioni.

Fonte: Italia Oggi

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