Paolo Soro

Governo al lavoro sul fallimento

In pieno svolgimento i lavori per emanare le nuove norme in materia di crisi d’impresa e stato di insolvenza.

Procedure di allerta volte ad anticipare l’emersione della crisi in aiuto all’imprenditore, con un nuovo ruolo per gli organismi di composizione della crisi, abbandono del termine fallimento e sua sostituzione con quello di insolvenza o liquidazione giudiziale e introduzione di una definizione dello stato di crisi.

Estensione del controllo giudiziario in tutte le srl dotate o meno di collegio sindacale e obbligo degli organi di controllo societari e del revisore legale di avvisare l’amministratore della situazione di crisi.

Sono alcune delle novità contenute nel disegno di legge recante «delega al governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza», che, dovrebbe mandare in soffitta l’attuale dlgs 267 del ’42, varato mercoledì dal governo.

I tempi presumibilmente non saranno brevi poiché una volta approvato dal parlamento lo schema di ddl delega saranno concessi ulteriori 12 mesi per la redazione dei decreti di recepimento con concreta possibilità che la riforma non venga alla luce prima degli ultimi mesi del 2017 o addirittura nel 2018.

In relazione ad una specifica sollecitazione dell’Unione europea (Raccomandazione Ue n. 2014/135/Ue), finalizzata a consentire alle imprese sane in difficoltà finanziaria di ristrutturarsi in una fase precoce, per evitare l’insolvenza e proseguire l’attività, il ddl prevede l’introduzione di una specifica procedura di allerta volta ad anticipare l’emersione della crisi.

Tali procedure, si legge nella relazione di accompagnamento «dovrebbero essere concepite in modo da incoraggiare l’imprenditore ad avvalersene.

Fonte: Italia Oggi

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