Paolo Soro

Un altro anno di stop alla tassa sui licenziamenti

Nel decreto Milleproroghe, inserita la prosecuzione della sospensione dell’incomprensibile e insulsa previsione della legge Fornero, per tutto il 2016.

Stop ancora per un anno a uno dei paradossi della legge Fornero: la tassa sui licenziamenti.

Un balzello, già sospeso per il periodo 2013-2015, ma che quest’anno rischiava di applicarsi alle imprese di servizi anche quando, in caso di cambio di appalto, l’azienda subentrante avrebbe garantito l’assorbimento di tutti i dipendenti della precedente.

Il versamento del contributo di licenziamento, di importo variabile da 489.95 € a 1.469,85 € per lavoratore, a seconda dell’anzianità maturata, sarà escluso fino al 31 dicembre 2016.

Integrazione salariale al 70% per i lavoratori in contratto di solidarietà.

Proroga fino a fine anno dei contratti precari delle province anche per gli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità 2016.

Fusioni di comuni totalmente svincolate dall’obbligo di pareggio di bilancio.

Agli enti che si siano messi insieme prima del 1° gennaio 2016 gli obiettivi contabili previsti dalla legge di stabilità 2016 si applicheranno a partire dal 2017.

E ancora, in caso di reati di associazione mafiosa, terrorismo ed eversione, criminalità e contrabbando ci sono sei mesi in più, fino al 30 giugno 2017, per conservare i tabulati telefonici.

E le università potranno prorogare fino a fine anno i contratti dei ricercatori a tempo determinato.

Sono alcune delle novità approvate giovedì notte dalle commissioni riunite affari costituzionali e bilancio della camera che hanno chiuso i lavori sul decreto Milleproroghe (dl 210/2015) atteso in aula lunedì.

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