Paolo Soro

Waiver, opzione maggiormente utilizzata

Iniziano ad arrivare i dati sulle procedure di voluntary disclosure: il waiver è di gran lunga la scelta maggiormente esercitata dai contribuenti possessori di beni all’estero.

Il 67% delle attività rimaste all'estero con waiver: il dato emerge dalle informazioni fornite dalle principali banche depositarie estere e fa pendant con le informazioni diffuse a dicembre dall'Agenzia delle entrate.

Dunque il 74% delle attività emerse con la procedura di collaborazione volontaria, ovvero circa 45 miliardi di euro su un totale di circa 60 miliardi, sono rimaste all'estero.

Per quegli italiani che hanno scelto tale soluzione, la normativa prevedeva due possibili modalità di detenzione all'estero dei beni: intestazione o affidamento in amministrazione dei beni a una fiduciaria italiana con relativa assunzione del ruolo di sostituto d'imposta (cosiddetto rimpatrio giuridico) ovvero la diretta intestazione dei beni al contribuente con rilascio alla banca estera di una specifica autorizzazione scritta alla trasmissione della documentazione e al rilascio di informazioni alle autorità fiscali italiane richiedenti (cosiddetto waiver).

Tale seconda modalità, introdotta per la prima volta con la legge 186/2014 risulterebbe essere stata molto utilizzata.

Trattasi di una modalità non prevista con le leggi sugli scudi fiscali (in occasione dei quali si prevedeva invece la regolarizzazione ma limitatamente ai beni detenuti in alcuni Stati considerati collaborativi), che, è bene ricordarlo, non esonera però il contribuente dall'adempiere i previsti obblighi fiscali connessi alla detenzione all'estero di attività finanziarie e/o patrimoniali e ai relativi redditi da questi prodotti.

Per quanti si sono avvalsi di tale modalità di regolarizzazione, è comunque ancora possibile vedersi esonerati dai citati adempimenti fiscali, con riferimento agli anni fiscali successivi al 2015, conferendo specifico incarico di sostituto d'imposta alla fiduciaria italiana.

L'intervento di quest'ultima, nell'ambito di emersione con rimpatrio giuridico, consente invece al contribuente di vedersi esonerato dall'obbligo di dichiarare le attività estere nella propria dichiarazione dei redditi.

Fonte: Italia Oggi

comments powered by Disqus
corteuropea
top