Paolo Soro

Taglio congelato, l’aliquota Ires resta al 27,5% per il 2016

Tra le novità concernenti gli emendamenti alla Legge di Stabilità, si segnala lo slittamento al 2017 della norma taglia IRES e alcuni aggiustamenti sul Patent Box – Da Italia Oggi

L’aliquota Ires resta al 27,5% per il 2016. Stop alla norma che prevedeva l’anticipazione del beneficio già dal prossimo 1° gennaio, previo riconoscimento da parte della Ue della cosiddetta "clausola migranti".

Il taglio dell’imposta arriverà solo dal 2017, con una riduzione secca di 3,5 punti percentuali (passando così al 24%).

E’ una delle novità apportate dagli emendamenti del governo alla legge di stabilità 2016.

Taglio Ires. Sconto fiscale alle imprese rimandato al 2017.

Le nuove misure introdotte dall’esecutivo su sicurezza e cultura assorbono i circa 3,3 miliardi inizialmente ipotizzati da palazzo Chigi per ridurre l’aliquota al 24,5% già a partire dal prossimo 1° gennaio.

Un intervento che sarebbe stato comunque subordinato al verdetto di Bruxelles circa l’ulteriore clausola di flessibilità richiesta dall’Italia per l’emergenza migratoria.

Il sollievo tributario sugli utili societari arriverà il 1° gennaio 2017, quando l’aliquota passerà dall’attuale 27,5% al 24%.

Conseguentemente, per il 2016 restano invariate anche le quote di imponibilità su una serie di dividendi e plusvalenze originate da partecipazioni in società, che viceversa sarebbero state rimodulate.

Patent box. Ritocchi tecnici sul patent box, ma ancora nessun giro di vite sull’agevolabilità dei marchi (che la norma italiana ammette al beneficio in contrasto con le raccomandazioni Ocse).

Al comma 39 della legge n. 190/2014 le parole «opere dell’ingegno» vengono sostituite con «software protetto da copyright».

In questo modo si realizza il coordinamento normativo con l’articolo 6 del decreto attuativo del patent box, che faceva già riferimento ai software tutelati.

Inoltre vengono risolti i possibili dubbi interpretativi dovuti alla mancata coincidenza tra le norme sul diritto industriale e d’autore recate a livello domestico con quelle internazionali.

Il secondo intervento consentirà poi di considerare come un solo bene immateriale una pluralità di "intangibles" connessi tra loro da un vincolo di complementarietà, quando questi siano utilizzati congiuntamente per la realizzazione di un gruppo o di una famiglia di prodotti.

Ciò semplificherà la vita ai professionisti in sede di determinazione della quota di reddito riferita a un insieme di beni immateriali caratterizzati da un’elevata complementarietà.

Fonte: Italia Oggi

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