Paolo Soro

Anche il Liechtenstein firma, finita l’era del segreto bancario

Siglato l’accordo tra Unione europea e Liechtenstein per l’applicazione automatica del Tax Information Exchange Agreement (TIEA), sulla base del modello OCSE, a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Il Liechtenstein dice addio al segreto bancario.

Dopo la firma dell'accordo comunitario di mercoledì, i cittadini dell'Unione europea avranno spazi più stretti di manovra qualora decidessero di aprire un conto bancario in Liechtenstein.

In base all'accordo, rende noto il comunicato stampa del Parlamento europeo, a partire dal 2018 (sulle dichiarazioni dell'anno 2017), l'Unione europea e lo stato del Liechtenstein scambieranno automaticamente le proprie informazioni relative ai conti finanziari dei reciproci residenti.

Una prima intesa tra le due era nata nel mese di ottobre, quando, con l'obiettivo di reprimere casi di frode ed evasione, si era progettato di avviare uno scambio di dati che riguardasse non solo i redditi e le attività a esso connesse (interessi e dividendi), ma anche i saldi e i proventi derivanti dalla cessione di attività finanziarie.

In tal senso, le Amministrazioni Fiscali degli stati membri e del Liechtenstein potranno identificare con chiarezza i contribuenti coinvolti, amministrare e fare applicare le loro legislazioni fiscali in situazioni transfrontaliere e stimare con maggior immediatezza la probabilità di perpetrare evasioni fiscali; sarà infine possibile evitare ulteriori indagini fiscali non necessarie e accelerare i tempi di reperimento di informazioni.

L'accordo, conforme allo standard globale 2014 sullo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari (promosso dall'Ocse), entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2016.

Al pari del Liechtenstein, la Svizzera prosegue nel muoversi verso la direzione dell'apertura internazionale, approvando nella giornata di mercoledì due disegni di legge volti ad agevolare e rendere effettivo a partire dal 2018 lo scambio automatico di informazioni.

«Si tratta di un nuovo colpo agli evasori fiscali», aveva affermato Pierre Moscovici in sede di sottoscrizione dell'accordo elvetico-europeo, «e di un passo supplementare verso una fiscalità più giusta».

La Commissione europea, nell'ottica di abbattere le barriere interne, sta attualmente portando avanti negoziati simili con San Marino, Monaco e Andorra.

Fonte: Italia Oggi

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