Paolo Soro

Il G20 approva le nuove misure OCSE

I leader delle 20 maggiori economie del mondo hanno recentemente approvato gli standard globali revisionati dall’OCSE per reprimere l'evasione fiscale.

Al vertice di Antalya, in Turchia, lo scorso 16 novembre, i leader del G20 hanno approvato i nuovi standard proposti dall'OCSE miranti a conseguire trasparenza ed equità nei sistemi fiscali mondiali, nonché chiesto di sviluppare, entro l'inizio del prossimo anno, un quadro generale di misure afferenti un programma di sviluppo globale delle differenti economie, in condizioni di parità.

I leader, inoltre, hanno confermato il loro impegno ad attuare lo scambio automatico di informazioni già nel 2017 o, al più tardi, entro il 2018 (Automatic Exchange of Information – AEOI).

Mentre il mondo diventa sempre più globalizzato e le attività transfrontaliere diventano la norma, le Amministrazioni Finanziarie devono lavorare insieme per assicurare che i contribuenti paghino la giusta quantità di imposta, presso l’effettiva Giurisdizione di competenza (c. d. Nexus Approach). Uno degli aspetti fondamentali è costituito dal dover equipaggiare dette Amministrazioni degli strumenti giuridici, amministrativi e informatici necessari, onde metterle in condizione di eseguire le verifiche di conformità dei contribuenti. In tale contesto, la cooperazione rafforzata tra le varie Autorità Fiscali attraverso l'Automatic Exchange of Information diventa indispensabile, specialmente con riferimento al Common Reporting Standard (CRS).

Il CRS sviluppato dall’OCSE riprende, in sostanza, quanto previsto dal modello americano FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act); solo che, a differenza di quest’ultimo, il cui presupposto consiste nei differenti accordi bilaterali di scambio informazioni conclusi dall’Amministrazione USA con i singoli Stati, il CRS messo a punto dall’OCSE si propone come strumento multilaterale a cui tutte le nazioni possono aderire.

Nel mese di agosto 2015, l'OCSE ha pubblicato il Manuale CRS – Aggiornamento, che fornisce una guida pratica per l'attuazione del CRS sia ai funzionari del Governo che alle Istituzioni Finanziarie, e comprende appunto un confronto tra il CRS e il FATCA, nonché un elenco di CRS-FAQ (Domande Frequenti).

L'OCSE ha sempre riconosciuto l'importanza di offrire ai contribuenti la possibilità di sanare le proprie eventuali precedenti inadempienze, regolarizzando i loro affari fiscali e dichiarando il reddito e la ricchezza nascosti nel passato. In tal senso sono stati istituiti programmi quali la Voluntary Disclosure, che devono peraltro essere inquadrati nel generale contesto di attuazione del CRS.

Con il Global Forum on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes, l’OCSE si premura di fornire assistenza tecnica agli operatori sulla base dei seguenti tre modi:

-          Seminari di formazione;

-          One-to-one di servizi di consulenza, in particolare concentrandosi sulla legislazione e le altre aree evidenziate attraverso il processo di monitoraggio continuo;

-          Progetti pilota per supportare i Paesi in via di sviluppo.

La Roadmap si basa su ampie consultazioni con la Banca Mondiale e le Organizzazioni internazionali, per individuare i costi e i benefici del nuovo standard di sviluppo delineato.

Tornando, però, all'Automatic Exchange of Information, il nuovo schema prevede innanzitutto che lo scambio di informazioni a livello globale non avvenga più solo a richiesta, ma sia – appunto – automatico. Il documento si compone di tre parti:

-          L’illustrazione di sintesi dello Standard, premesse e intenzioni;

-          L’Illustrazione del Model Competent Authority Agreement (Model CAA) e del citato Common Reporting Standard (CRS);

-          Il Commentario esplicativo del Model CAA e del CRS.

Il Model CAA è il modello di accordo amministrativo tra le Autorità competenti, per l’attuazione di una base legale esistente (il Multilateral Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters e le Convenzioni Bilaterali). Detto modello disciplina:

-          La tempistica di invio delle informazioni: entro 9 mesi dalla fine dall’anno solare al quale le medesime si riferiscono;

-          Le modalità di scambio attraverso l’utilizzo dello schema Common Reporting Standard, elaborato dall’OCSE, appunto per lo scambio di informazioni tra le diverse Autorità Fiscali.

Il Common Reporting and Due Diligence Standard dispone con riferimento a:

-          Il processo di verifica (due diligence) su tutti i conti finanziari, indipendentemente dalla residenza: oggetto della comunicazione sono solo i conti delle persone fisiche e giuridiche la cui residenza coincide con uno dei Paesi aderenti allo Standard OCSE; si distingue tra pre-existing accounts (conti finanziari di persone fisiche e giuridiche ante 1° gennaio 2016), e new accounts (conti finanziari di persone fisiche e giuridiche post 1° gennaio 2016);

-          Le informazioni da comunicare (reporting); ossia: i dati identificativi del titolare del conto; il numero e il saldo; i dati identificativi dell’intermediario per i conti oggetto di comunicazione, individuati attraverso il processo di due diligence.

Come abbiamo già avuto modo di precisare in numerose precedenti occasioni, il CRS dovrà, ovviamente, essere recepito nelle diverse Giurisdizioni con una legge ad hoc. L’OCSE raccomanda, quindi, agli Stati di:

-          Attivare gli iter legislativi necessari a recepire lo standard;

-          Stipulare i Model CAA con gli altri Paesi aderenti;

-          Permettere alle Istituzioni Finanziarie locali di aggiornare i sistemi informativi e attuare tempestivamente le procedure previste dal CRS, nel rispetto delle tempistiche necessarie;

-          Attuare, in generale, le procedure amministrative e i sistemi informativi necessari per lo scambio di informazioni con gli altri Paesi partecipanti;

-          Introdurre le regole volte a evitare l’aggiramento delle procedure di Reporting e Due Diligence;

-          Predisporre delle apposite strutture amministrative con l’obiettivo di verificare che i processi di controllo posti in essere dalle Istituzioni Fiscali siano in linea con quanto previsto nello Standard in materia di comunicazione e Due Diligence.

Ebbene, la principale importante novità che viene fuori dal meeting di Antalya, sta proprio nel comune impegno nuovamente ribadito da tutti i leader del G20, affinché ciascun Governo provveda ad andare a “regime” con le più rigide anzidette misure suggerite dall’OCSE, entro, al più tardi, il 2018.

Ma il vertice turco non si è limitato solamente a questioni di carattere strettamente fiscale.

L’OCSE ha chiesto un impegno deciso da parte di tutti i Governi presenti, affinché vengano prese opportune scelte politiche in materia di lavoro e si provveda con urgenza a emanare delle norme che stimolino gli investimenti e i processi di internazionalizzazione delle PMI.

Inoltre, al fine di sostenere la finanza “verde” e la lotta contro il cambiamento climatico, l'OCSE ha consegnato il lavoro sul monitoraggio dei finanziamenti per il clima e il tool-kit per incanalare investimenti “verdi”.

In considerazione della tragica concomitanza del vertice con gli attentati di Parigi, una sessione speciale conclusiva è stata infine dedicata ai progetti di rafforzamento della cooperazione internazionale nella lotta contro il terrorismo.

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