Paolo Soro

Fondi Ue, professionisti come PMI

Emendamento alla Stabilità equipara i professionisti alle PMI per quanto concerne i fondi strutturali europei. Il report di Italia Oggi.

Fondi strutturali europei estesi anche ai professionisti. Ai fini della programmazione 2014/2020 saranno, infatti, equiparati a tutti gli effetti alle Pmi.

A stabilirlo uno degli emendamenti all’art. 40  della  legge di stabilità per il 2016 che nel corso dei lavori in commissione bilancio al senato ha trovato accoglimento e che porta la firma delle relatrici Magda Zanoni (Pd) e Federica Chiavaroli (Ap).

Passa quindi la linea elaborata negli ultimi mesi dal Mise e arriva una boccata d’ossigeno per i professionisti che ad oggi, in molte regioni d’Italia, per sperare di poter aver accesso ai fondi erano ancora  tenuti al rispetto del  limitante requisito dell’iscrizione alla camera di commercio.

Nonostante le sollecitazioni da parte del mondo professionale, infatti, il governo in questi anni non aveva mai dichiarato espressamente la propria posizione su una possibile equiparazione così come suggerita dall’Europa.

Una situazione di incertezza dovuta anche alla mancanza di uno strumento normativo adeguato, che permettesse al governo di prendere posizione sul punto riconoscendo ai liberi professionisti l’esercizio di una attività economica così come definita a livello comunitario.

Un rischio che, conti alla mano, risultava essere tanto più grave alla luce del fatto che per l’Italia in ballo ci sono oltre 42 miliardi di euro di finanziamenti comunitari, a cui si sommano 24 miliardi di euro di cofinanziamento nazionale, attraverso il Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie, e altri 4,3 miliardi messi a disposizione dalle regioni.

Una questione, quindi, così delicata e sentita dalle categorie che  in primavera  (si veda Italia Oggi del 4 aprile scorso) il sottosegretario alla sviluppo economico Simona Vicari si era sentita in dovere di convocare un tavolo tecnico per la «Competitività delle libere professioni» al quale avevano preso parte, a più riprese, i rappresentanti delle categorie per trovare una soluzione sul  punto.

Nel corso dei mesi, però, la Vicari aveva fatto sapere che la linea da seguire doveva essere quella dell’equiparazione, serviva soltanto l’occasione giusta per farlo.

Fonte: Italia Oggi

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