Paolo Soro

Detrazioni proporzionali alle spese

Italia Oggi pubblica i dati di un’analisi del CNA che dimostrerebbe una diretta correlazione tra le detrazioni fiscali e le spese effettuate dai contribuenti.

Nei primi otto mesi del 2015, le spese sostenute dalle famiglie e dalle imprese per la ristrutturazione delle abitazioni e la riqualificazione energetica degli edifici sono sostanzialmente in linea con quelle sostenute negli stessi mesi dello scorso anno, avendo già raggiunto la cifra complessiva di circa 15 miliardi di euro.

In particolare, considerando gli investimenti effettuati sino al mese di agosto 2015, la riduzione, rispetto agli stessi mesi del 2014, è pari a soli 214 milioni di euro, ossia appena l'1,37% in meno rispetto a quelli registrati nei primi otto mesi del 2014.

È quanto emerge da un'analisi della Cna che evidenzia come esista una stretta relazione tra la spesa per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica degli edifici, effettuata da famiglie e imprese, con la misura delle detrazioni fiscali concesse.

In particolare, risulta che la combinazione tra la misura del 50% applicata sulle spese per la ristrutturazione delle abitazioni e del 65% per la riqualificazione energetica costituisce un equilibrio ottimale «che deve essere assolutamente mantenuto, a meno di ripercussione sulla domanda dei servizi edili».

Secondo la Cna occorrerebbe trasformare la natura delle detrazioni fiscali connesse ai lavori edili in credito d'imposta cedibile con le stesse percentuali e con la stessa disciplina e limiti.

Cessione che, tuttavia, deve essere effettuata dalla famiglia che effettua l'investimento direttamente all'istituto di credito. La cessione del credito al settore bancario di una rendita certa e garantita dallo Stato per dieci anni consente alle famiglie e alle imprese di ottenere una somma di denaro immediata, utile per finanziare proprio l'investimento.

Per una spesa di 40 mila euro, esemplifica la Cna, a seguito della cessione del credito, la banca potrebbe riconoscere circa 17 mila euro immediati, prelevando dal conto corrente della famiglia solamente la parte rimanente di 23 mila euro.

La riduzione netta delle disponibilità finanziarie necessarie per effettuare l'investimento darebbe un nuovo impulso alla domanda di lavoro edile, migliorando, secondo Cna, la situazione economica del settore.

Fonte: Italia Oggi

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