Paolo Soro

La Certificazione unica manda in soffitta il 770

Dal prossimo anno, con la Certificazione Unica, niente obbligo di 770 Semplificato per i sostituti datori di lavoro. Italia Oggi dà notizia del nuovo Disegno di Legge di Stabilità.

La Certificazione unica manda in soffitta il 770 semplificato.

Dal prossimo anno, il datore di lavoro che invia all’Agenzia delle entrate la Certificazione unica con le ritenute relative ai redditi dei lavoratori non dovrà più duplicare l’operazione d’invio, essendo le due trasmissioni «equiparabili».

È quanto prevede il disegno di legge di stabilità, che in queste ore, dopo il Quirinale, sarà inviato in parlamento.

Stop alle duplicazioni anche per le spese mediche da inserire nel 730: al fisco basteranno infatti le sole informazioni trasmesse da medici, ospedali e farmacie tramite il Sistema tessera sanitaria (Sts) per adempiere ai fini previsti dallo spesometro, che oscurerà però, per motivi di privacy, le specifiche delle prestazioni mediche eseguite.

La natura di tali spese, nel caso di invio automatico della fattura emessa dal medico al fisco (e di mancato diniego da parte del contribuente), resterà comunque in chiaro per la valutazione dell’inclusione nel modello 730.

Le nuove disposizioni di semplificazione per la precompilata prevedono che siano trasmessi al Sts i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate non solo dai soggetti accreditati al Servizio sanitario nazionale, ma anche dai soggetti autorizzati (che soddisfano requisiti minimi basali, quali, per esempio, sicurezza e igiene).

Gli obblighi di trasmissione da parte dei medici curanti sono da intendersi sulle prestazioni erogate «dal 2015», diversamente da quanto disposto in precedenza.

Tra le novità, la scelta dell’Autorità garante di non cancellare a chiusura d’anno i dati non utilizzati ai fini dell’inclusione nel modello 730, permettendo così alla pubblica amministrazione di arricchire il proprio patrimonio informativo.

Resta ferma (ex art. 78, legge 413/1991) la sanzionabilità per omessa, tardiva o errata trasmissione delle informazioni ai fini dell’elaborazione della dichiarazione, con multe comprese tra i 100 e i 50 mila euro per infrazione commessa.

Fonte: Italia Oggi

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