Paolo Soro

Tax ruling, i primi no dalla Ue

La Commissione Ue serra i ranghi sul tax ruling e mette fuori gioco Lussemburgo e Paesi Bassi, per gli accordi di ruling con Fiat Starbucks, riporta Italia Oggi.

I vantaggi fiscali concessi a Fiat Finance and Trade e a Starbucks Manufactoring sono incompatibili con le norme europee sugli aiuti di stato.

Le due multinazionali, secondo la metodologia indicata dalla Commissione, dovranno dunque versare la differenza (pari almeno a 20 milioni di euro) tra le imposte saldate e quelle che sarebbero dovute essere effettivamente corrisposte al netto dei rulings fiscali.

Nella pronuncia di ieri, la commissaria per la concorrenza Ue, Margrethe Vestager, ha ricordato come “I tax rulings emanati dalle autorità nazionali allo scopo di ridurre artificiosamente l’onere fiscale di una società non sono conformi alle norme dell’Unione”.

“Tutte le imprese”, ha quindi proseguito Vestager, “grandi o piccole, multinazionali o non, devono pagare la loro giusta quota di tasse”.

Un primo caso che crea un precedente.

I tax rulings di Fiat e Starbucks.

Con ruling fiscale si intende la lettera di patronage emessa dalle autorità fiscali nazionali che offrono a un’impresa modalità agevolate o regimi speciali per il calcolo delle imposte societarie.

Alla luce dell’accordo del 2012, il governo lussemburghese ha concesso alla società finanziaria di Fiat una riduzione ritenuta indebita dall’Ue dell’onere fiscale per un valore tra i 20 e i 30 milioni di euro (diversamente da quanto indicato martedì dal Financial Times, che stimava fino a 200 mln).

Ciò grazie a un adeguamento al ribasso (non giustificato) delle stime sul capitale e a una remunerazione applicata a quest’ultimo inferiore rispetto ai tassi di mercato.

Parallelamente, la strategia internazionale perseguita da Starbucks Manufacturing (facente leva sul ruling concesso nel 2008 dal governo olandese) ha conferito al colosso del caffè un vantaggio competitivo basato sul pagamento di royalties estremamente onerose per usufruire di know-how produttivo (fittizio) verso una società del gruppo nel Regno Unito e pagamento di prezzi gonfiati per acquistare chicchi di caffè dalla Svizzera.

Un costo figurativo, quest’ultimo, necessario a compensare gli utili prodotti.

Fonte: Italia Oggi

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