Paolo Soro

Bermuda al top tra i “paradisi fiscali”

Italia Oggi anticipa alcune tematiche trattate in senato in merito alle linee di azione contro gli evasori, indicando le Bermuda al top come meta richiesta, dopo naturalmente la Svizzera.

Isole Bermuda sorvegliate speciali nelle operazioni di contrasto all'evasione.

Il primato delle vicende sospette in materia fiscale rimane tuttavia in capo alla Svizzera, coinvolta nel 2014 nel 17,84% dei casi (il 16% dei casi vede invece coinvolto l'arcipelago).

L'evasione internazionale, sul totale delle finanze riemerse grazie all'azione congiunta di Guardia di finanza e Agenzia delle entrate, ha invece pesato per il 42,66%.

Sono queste alcune delle tematiche trattate ieri in sede consultiva dal senato, relativamente alla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanze 2015, approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 18 settembre.

Come emerso, restano ancora ampi gli spazi di manovra legati a tematiche quali l'evasione da gioco d'azzardo e la creazione di un sistema integrato per la comunicazione tra banche dati.

Rispetto al primo dei due argomenti, hanno rilevato i relatori, si renderà necessario un approfondimento sulla valutazione della distribuzione territoriale dei fenomeni di evasione.

Non di meno, un controllo più accurato e mirato dovrà essere rivolto al mercato dei tabacchi, soprattutto per le cosiddette cheap white, prodotti da fumo di bassa qualità non conformi agli standard europei.

Tra i risultati messi in evidenza dalla senatrice Maria Cecilia Guerra, rileva il raddoppio del volume di riscossioni conseguite dal 2008 al 2014, con una crescita costante che ha superato la soglia di 14 miliardi di euro.

Si aggiunga che, nel solo anno 2014, l'attività di recupero dei capitali nascosti al fisco italiano ha comportato riscossioni in crescita dell'8,4% rispetto al 2013 (per complessivi 14,2 mln).

In un'ottica di contrasto all'evasione, le entrate erariali, con esclusione di Irap e altre entrate locali, sono cresciute del 9,2% rispetto al precedente anno (a 11,7 mln).

A fronte dei predetti risultati, l'Agenzia delle entrate ha complessivamente diminuito nel 2014 il numero di accertamenti del 9,2%.

Un calo dettato dal taglio sugli accertamenti parziali automatizzati e da quelli del settore registro, che rispecchia la politica di riduzione e ottimizzazione delle risorse impiegate.

Analogo ragionamento per l'attività dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che ha privilegiato la qualità d'intervento alla quantità.

L'attività di intelligence e di analisi di rischio ha mirato a individuare i contribuenti italiani con capitali all'estero le cui attività non sono state incluse nel quadro RW, che si sono avvalsi di persone o società fittizie per nascondere giacenze o che hanno avviato operazioni dislocate in paradisi fiscali.

Il viceministro Luigi Casero, al termine della seduta, ha auspicato che la questione della strategia di contrasto all'evasione possa essere oggetto di dibattito specifico in commissione, che verta sull'impiego di nuove tecnologie, e sull'esigenza di innalzare il livello qualitativo degli accertamenti con soggetti di grandi dimensioni, nonché i controlli sui soggetti più piccoli.

Fonte: Italia Oggi

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