Paolo Soro

Voluntary, pensioni svizzere tassate al 5%

Una nota su Italia Oggi riferisce il chiarimento fornito dal Governo in merito alla tassazione delle pensioni non dichiarate, in una disposizione inserita nel decreto legge approvato ieri.

Pensioni svizzere non dichiarate tassate al 5% in sede di voluntary disclosure.

Anche se l'incasso non è avvenuto tramite un intermediario residente, si applica la stessa regola fiscale prevista per le rendite «canalizzate» mediante una banca italiana.

Questa la risposta che il governo ha deciso di dare, attraverso una disposizione inserita nel decreto legge approvato ieri da palazzo Chigi, alla situazione piuttosto ricorrente relativa ai trattamenti previdenziali elvetici.

In molte pratiche di disclosure, infatti, si pone il caso di persone fisiche fiscalmente residenti in Italia, titolari di rendite del tipo Avs per aver lavorato in Svizzera e che hanno ricevuto negli anni l'accredito delle stesse su conti svizzeri, senza canalizzarne l'incasso in Italia.

Situazione, quest'ultima, nella quale non può trovare applicazione la ritenuta a titolo d'imposta del 5%, prevista dall'articolo 76 della legge n. 413/1991, applicata direttamente dalla banca italiana.

Per sgombrare il tema da dubbi, l'esecutivo puntualizza ora per legge che «tutte le prestazioni corrisposte dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità svizzera, in qualunque forma erogate, sono assoggettate ai fini delle imposte dirette, su istanza del contribuente, all'aliquota del 5%». Tale previsione opera esclusivamente ai fini della voluntary disclosure.

Una soluzione conforme al chiarimento già reso in sede amministrativa dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 30/E dell'11 agosto 2015.

Sempre nel dl di ieri viene chiarito che, in sede di collaborazione volontaria, le vecchie norme sull'adesione agli inviti al contraddittorio continueranno a operare fino al 31 dicembre 2016.

Si tratta di un intervento di coordinamento che accompagna l'estensione di un anno dei termini di accertamento in scadenza a fine 2015 (si veda altro articolo a pagina 29).

La legge n. 190/2014, infatti, aveva stabilito che la possibilità di aderire agli inviti in materia di imposte sui redditi, di Iva e di altre imposte indirette sarebbe restata valida solo per gli atti notificati entro il 31 dicembre 2015.

Fonte: Italia Oggi

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