Paolo Soro

Sufficiente il supporto informatico per le detrazioni

Per l’IVA, validi i supporti informatici se il Fisco è in grado di ricostruire il debito d’imposta. Italia Oggi pubblica quanto affermato dalla Cassazione lo scorso 24 settembre.

L'imprenditore può detrarre l'Iva anche quando le fatture non sono state annotate nel registro degli acquisti ma semplicemente su un supporto informatico.

È dunque necessario che l'ufficio abbia avuto modo di ricostruire il debito d'imposta e il conseguente beneficio fiscale.

È questo quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 18924 del 24 settembre 2015, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

La chiave di lettura delle motivazioni depositate ieri al Palazzaccio sta nella rintracciabilità delle operazioni passive del contribuente e nell'esistenza del debito relativo all'imposta sul valore aggiunto.

Nel caso sottoposto all'esame della Corte i Supremi giudici hanno confermato il verdetto espresso dalla Commissione tributaria regionale di Roma, spiegando che se è incontestato che al momento della verifica fiscale i dati relativi all'annotazione delle fatture passive non erano stati ancora trascritti su supporto cartaceo, con conseguente omessa registrazione delle fatture passive nel termine, è certo che nessuna contestazione è stata mossa dai verificatori alla società in ordine alla reale effettuazione delle operazioni imponibili, agli importi fatturati e alla imposta liquidata e versata in rivalsa dalla contribuente.

Essendo stati pertanto in grado i verbalizzanti di rilevare egualmente, in base ai dati e altri documenti di cui sono venuti in possesso nel corso della verifica, le informazioni necessarie per dimostrare che il soggetto passivo, in relazione alle operazioni eseguite, era debitore dell'Iva e quindi titolare del diritto a operare la detrazione dell'imposta assolta a monte.

Fonte: Italia Oggi

comments powered by Disqus
reclamo
top