Paolo Soro

Deducibili i costi svizzeri per la CTP di Milano

Italia Oggi riporta una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano in materia di deducibilità dei costi addebitati da fornitori svizzeri sulla base di quanto stabilito dalla vigente Convenzione bilaterale Italia - Svizzera.

Sempre deducibili i costi addebitati da fornitori elvetici, purché questi siano certi ed inerenti.

Sono infatti inapplicabili le norme in tema di costi Black list in caso di operazioni realizzate con soggetti residenti in Svizzera.

Nei rapporti con fornitori svizzeri devono infatti essere applicate le medesime disposizioni fiscali utilizzate per disciplinare la deducibilità dei costi addebitati da soggetti italiani, pena la violazione del divieto di non discriminazione contenuto nella Convenzione per evitare le doppie imposizioni siglata tra Italia e Svizzera.

Questo quanto emerge dalla sentenza n. 6728 del 24 luglio 2015 della Commissione tributaria provinciale di Milano.

Per contrastare «la distrazione di utili dall'Italia verso paesi... a fiscalità privilegiata» (Circ. 51/E del 2010) il legislatore ha inserito nel nostro ordinamento la presunzione relativa di indeducibilità di «componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori diversi da quelli individuati nella lista di cui al dm emanato ai sensi dell'art. 168 bis del Tuir» (art.110, c. 10 Tuir).

Ai fini dell'individuazione dei paesi c.d. Black rilevanti ai fini dell'applicazione dell'art.110, c. 10 e 11, in attesa dell'emanazione del dm di cui all'art. 168 bis si deve fare riferimento alla lista di stati contenuta nel dm 23 gennaio 2002.

Tale decreto, oggetto di recenti modifiche, con riguardo alle società residenti in Svizzera, specifica che la richiamata presunzione di indeducibilità si applica solamente «con riferimento alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e di domicilio» (art.4, c.1, n.13 dm 23/1/2002).

Tuttavia nell'ambito dei rapporti tra soggetti italiani e svizzeri vige un generale divieto di non discriminazione di matrice convenzionale.

Nella Convenzione per evitare le doppie imposizioni siglata tra Italia e Svizzera è infatti previsto all'art. 25, par. 3 che «gli interessi, i canoni e altre spese pagati da un'impresa di uno stato contraente a un residente dell'altro stato contraente sono deducibili ai fini della determinazione degli utili di detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero pagati a un residente del primo stato».

Fonte: Italia Oggi

comments powered by Disqus
svizzera1
top