Paolo Soro

La Cassazione disconosce il valore di prova delle presunzioni tributarie

Cassata la decisione dei Giudici dell'Appello di Milano, atteso che le presunzioni vigenti nel rito tributario possono assumere mero valore indiziario, ma non possono essere considerati mezzi di prova definitiva.

Stop alle presunzioni legali tributarie. Sul proprio sito, Italia Oggi rende nota un'importante recente pronuncia della S.C.

Con sentenza 30890/2015, la Cassazione ha stabilito che «le presunzioni legali previste dalle norme tributarie, pur potendo avere valore indiziario, non possono costituire di per sé fonte di prova della commissione del reato». Esse non rappresentano elementi di prova ma vanno considerate solo meri indizi, quindi non sono idonee a fondare una decisione penale.

Due contribuenti, di fatto residenti all’estero, erano stati condannati nei primi due gradi di giudizio, oltre che per altri reati, anche per l’emissione di fatture false. La condanna si basava anche sull’erroneo riconoscimento da parte dei giudici del tribunale di Milano delle presunzioni tributarie quali veri elementi di prova.

La Cassazione ha ritenuto meritevole la lamentela inerente i giudici d’appello i quali avevano stabilito la loro responsabilità esclusivamente sulla base di una mera presunzione di natura tributaria.

In particolare, viene sancito un importante principio:

"Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie, non possono costituire di per sé fonte di prova della commissione del reato, assumendo esclusivamente il valore di dati di fatto, che devono essere valutati liberamente dal giudice penale unitamente ad elementi di riscontro che diano certezza all’esistenza della condotta criminosa."

Fonte: Italia Oggi

comments powered by Disqus
cassazione1
top