Paolo Soro

Split payment condizionato dall’UE

Normativa sullo split payment in dirittura d’arrivo, ma sottoposto a condizioni dall’UE. Questa è la situazione che sembra delinearsi, secondo quanto pubblicato nel sito di Italia Oggi.

La Commissione UE dà l’ok alla scissione dei pagamenti (split payment) per le operazioni fra fornitori privati e pubblica amministrazione, chiesto dall’Italia in deroga alla direttiva 2006/112/CE sull’IVA.

Ma a due precise condizioni: che duri solo fino al 2017 e che l’Italia acceleri i tempi dei rimborsi IVA per i fornitori della Pubblica Amministrazione.

La misura, che vale oltre 900 milioni, è contenuta nella legge di Stabilità 2015 (articolo 1, comma 629, lettera b, Legge 190/2014) ed è già in vigore, nonostante l’attesa del disco verde da Bruxelles, che potrà considerarsi via libera definitivo solo dopo l’approvazione all’unanimità da parte degli Stati membri.

Normalmente, la questione dovrebbe essere affrontata dal Consiglio dei Ministri dell’Economia e delle Finanze, con la prossima sessione prevista per venerdì 19 giugno, a Lussemburgo. Ma i tempi sono troppo stretti e non è escluso che il cambio di guida dell’UE alle porte, con il Lussemburgo che il 1° luglio assumerà il semestre di presidenza al posto della Lettonia, possa ritardare di qualche settimana tutto il processo.

Come noto, la scissione dei pagamenti proposta dall’Italia prevede che le pubbliche amministrazioni che acquistano beni e servizi paghino l’IVA addebitata dai fornitori direttamente all’Erario, anziché allo stesso fornitore.

Una misura straordinaria introdotta dal Governo nella Legge di Stabilità essenzialmente con finalità anti-evasione, come pure l’estensione dell’inversione contabile (reverse charge) ai supermercati, ipermercati e discount alimentari, meccanismo quest’ultimo bocciato da Bruxelles poche settimane fa.

Anche lo split payment, nei mesi scorsi, aveva suscitato la protesta delle imprese, in particolare delle associazioni dei costruttori edili, che si erano rivolte alla Commissione Europea: a preoccupare le aziende erano, e sono, i tempi lunghi con cui lo Stato effettua i rimborsi IVA.

Fonte: Italia Oggi

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