Paolo Soro

Rinvio del 730 precompilato? Inizia la solita pantomima

Sulle maggiori riviste specializzate incomincia a serpeggiare la notizia di un probabile rinvio per 730 precompilato e modello unico; motivi: troppi, complessi adempimenti, e ritardi per il software degli studi di settore. Odioso ribadirlo ancora, ma: “l’avevamo detto!”

Soltanto “ieri”, si consumava l’ennesimo attacco multimediale contro i commercialisti, rei di chiedere sempre rinvii per eseguire qualunque nuovo adempimento (nella fattispecie, la Certificazione Unica), pur se inopinatamente imposto da un leggiadro Governo per proprio esclusivo tornaconto.

Nel corso della diretta nazionale del convegno “Telefisco”, l’Agenzia delle Entrate, per bocca del suo boss, parlava di lamentele ingiustificate e infondate. Matteo reuccio Renzi, dal canto suo, blaterava amenità del tipo: “I commercialisti non servono; sarà lo Stato a inviare la dichiarazione dei redditi ai cittadini”.

Per contro, il presidente della categoria cercava in vano di richiamare l’attenzione sul fatto che le rivoluzioni vanno pianificate con cura e introdotte rispettando dei doverosi tempi tecnici, perché, seppure – come sempre – i commercialisti avrebbero svolto il loro compito, agevolando il lavoro dell’Erario e dei CAF, pur di rendere un pubblico servizio ai contribuenti, la “macchina” avrebbe necessitato di un naturale periodo iniziale di rodaggio.

Allorché, Lady Fisco, controbatteva, stizzita, che loro erano pronti da tempo; il problema era solo di noi professionisti che avremmo potuto e dovuto attrezzarci prima; quasi che fossimo una masnada di fannulloni senza nulla da fare, dediti all’ozio, anziché al nostro lavoro.

Ebbene, per quanto sentirti dare dello scansafatiche da chi oreggia con fare frenastenico tra un’intervista e l’altra, mentre tu stai lavorando 12 ore al giorno (festivi inclusi), non rappresenti esattamente il massimo della vita, sarà forse perché son cose cui siamo oramai avvezzi e rotti da anni, abbiamo evitato di acquistare pagine di giornali, o di andare in TV, per dar voce al nostro crescente malcontento, rifiutandoci di emulare il modus operandi della becera politica nostrana; tanto, dopo, tutti i nodi sarebbero comunque venuti al pettine.

Ci siamo, pertanto, limitati a comprare i nuovi necessari programmi, pagare lo straordinario a dipendenti e collaboratori di studio, rispettare la scadenza del 7/9 marzo impostaci obtorto collo e, dulcis in fundo, ricevere pure gli improperi dei clienti, i quali non avevano alcuna intenzione di sopportare neanche un euro di costo extra per ricevere un servizio di legge, creato – secondo vox populi – per semplificare gli adempimenti tributari.

Ah, quant’era bello fare il commercialista tanti anni fa’, con 740, 750 e 760 a modulo continuo, in triplice copia, che regolarmente si inceppavano nelle stampanti ad aghi… vivevamo, inconsciamente, in un’isola felice.

Adesso, l’agenda prevede la prossima scadenza per il 7 luglio e già incominciano a farsi sempre più consistenti le voci di un possibile rinvio di almeno 15 giorni. I centri di assistenza fiscale stanno facendo i conti con un quadro di adempimenti molto più complesso di quanto si attendessero (quei pelandroni dei commercialisti, peraltro, l’avevano fatto presente fin da subito); inoltre, non è ancora partita la sperimentazione, curata dall’Agenzia delle Entrate di concerto con la SOGEI, relativa alla prova dei nuovi sistemi.

Per quanto riguarda il modello unico, invece, i ritardi riguardano gli aggiustamenti agli studi di settore (more solito), necessari per il calcolo del versamento di giugno, che dunque dovrebbe slittare ai primi di luglio, e il versamento con maggiorazione ai primi di agosto (insomma, anche quest’anno, ad agosto, tutti andranno in ferie tranne i commercialisti: siamo veramente dei poltroni).

Limitiamoci a esporre i fatti.

1)      La direttrice dell’Agenzia delle Entrate, alla fine di gennaio, diceva che loro erano pronti da tempo; senonché, solo in data 23 marzo (ossia, ieri), è stata emanata la circolare 11/E che fornisce i chiarimenti necessari per la compilazione del 730 precompilato. Fatto!

2)      Il presidente del consiglio ha acquistato un paio di punti percentuali nei sondaggi di gradimento, raccontando la frottola della dichiarazione compilata e spedita direttamente dallo Stato ai contribuenti. Oggi, la rivista dell’Agenzia delle Entrate, illustra in un assai corposo articolo che la dichiarazione non verrà spedita: ciascun contribuente dovrà richiedere un PIN personale, registrarsi e autenticarsi nel sito web appositamente creato, barcamenarsi tra varie opzioni, dotarsi di stampante, scaricarsi e stampare il proprio 730 precompilato, controllarlo, aggiungendo e/o modificando quello che a lui non risulta corretto, e confermare o ritrasmettere un nuovo modello. Fatto!

E’ appena il caso di ricordare che, a parere della stessa Agenzia delle Entrate, la platea dei soggetti destinatari di questo servizio è costituita – nella stragrande maggioranza – dai pensionati.

Li vedete, Voi, i pensionati, che già ora impazziscono per stamparsi da soli la Certificazione Unica (ex CUD) dal sito dell’INPS, cimentarsi con tale nuovo “semplificato” adempimento?

A noi sembra che succederà l’esatto contrario di quanto strombazzato dalla fanfara governativa: ossia, se prima un pensionato non aveva problemi a ritirarsi il CUD dalla propria cassetta delle lettere e, nella peggiore delle ipotesi, portarlo a un CAF per farsi compilare – spendendo pochi euro – il proprio modello 730, ora dovrà obbligatoriamente ricorrere all’indispensabile ausilio del commercialista per farsi assistere in tutte le varie fasi che gli consentano di presentare il nuovo 730 precompilato. Tutto ciò, con pure l’aggravante legata all’aumento del rischio sanzioni, che non consente nemmeno un intervento a posteriori per rettificare, con una denuncia integrativa, gli eventuali errori compiuti di cui ci si renda conto dopo la trasmissione.

Precompilato? No, grazie; molto gentili, ma non vorremo approfittare; facciamo da soli.

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