Paolo Soro

Iva, ultimo trimestre di rimborsi - Modello “TR” entro il 31 ottobre.

I contribuenti che nel trimestre luglio/settembre hanno realizzato un’eccedenza Iva detraibile superiore a 2.582,28 euro e hanno i requisiti per accedere alla liquidazione infrannuale della maggiore imposta versata devono, entro il prossimo 31 ottobre, trasmettere all’Agenzia delle Entrate il modello “TR” per chiedere il rimborso o l’utilizzo in compensazione del credito (o di una sua parte) maturato nel terzo trimestre 2014.

I contribuenti che nel trimestre luglio/settembre hanno realizzato un’eccedenza Iva detraibile superiore a 2.582,28 euro e hanno i requisiti per accedere alla liquidazione infrannuale della maggiore imposta versata devono, entro il prossimo 31 ottobre, trasmettere all’Agenzia delle Entrate il modello “TR” per chiedere il rimborso o l’utilizzo in compensazione del credito (o di una sua parte) maturato nel terzo trimestre 2014.
L’opportunità è prevista e disciplinata dall’articolo 38-bis, del Dpr 633/1972 (decreto Iva).
Si tratta dell’ultimo appuntamento annuale di questo tipo per il mondo delle partite Iva. Le eccedenze di ottobre, novembre e dicembre, infatti, confluiranno nella dichiarazione Iva annuale.
D’obbligo, per la presentazione, il canale telematico. La richiesta può essere inviata direttamente dall’interessato o tramite gli intermediari abilitati.
Al riguardo, un’informazione pratica: le istruzioni e le specifiche tecniche del modulo “TR” sono state di recente modificate (sostituendo le precedenti) dal provvedimento del 19 settembre. L’aggiornamento ha tenuto conto dell’arrivo dei fabbricanti di aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi, fra i contribuenti ammessi all’erogazione dei rimborsi in via prioritaria (decreto 10 luglio 2014), ovvero entro tre mesi dalla richiesta.
I crediti devono riferirsi esclusivamente ai mesi considerati, di conseguenza, rimangono fuori le eventuali somme residuali relative ai periodi precedenti.
I presupposti per il via libera al recupero trimestrale dell’Iva sono elencati nel terzo comma dell’articolo 30 del Dpr 633/1972, lettere a), b), c), e) e d):
il contribuente svolge soltanto o prevalentemente operazioni soggette a imposta con aliquota media, maggiorata del 10%, inferiore a quella media relativa agli acquisti e alle importazioni (rigo TD1). Il calcolo deve considerare tutte le operazioni registrate, comprese quelle sottoposte a inversione contabile. Vanno esclusi solo gli acquisti e le cessioni di beni ammortizzabili
l’ammontare delle operazioni non imponibili previste dagli articoli 8, 8-bis e 9 del decreto Iva (esportazioni e operazioni assimilate, servizi internazionali connessi agli scambi internazionali) è superiore al 25% dell’ammontare complessivo delle operazioni effettuate (rigo TD2)
il contribuente ha effettuato acquisti o importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili (rigo TD3)
il richiedente è un operatore non residente, che si è identificato direttamente in Italia o ha nominato un rappresentante fiscale nello Stato (rigo TD4)
il contribuente ha effettuato, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, per un importo superiore al 50% dell’ammontare di tutte le operazioni realizzate, prestazioni: di lavorazione di beni mobili materiali; di trasporto di beni e relativa intermediazione; accessorie ai trasporti di beni e relativa intermediazione; di natura creditizia, finanziaria e assicurativa effettuate nei confronti di soggetti extra Ue o riguardanti beni destinati a essere esportati fuori dalla Comunità europea (rigo TD5).
I rimborsi trimestrali superiori a 5.164,57 euro, così come avviene per quelli annuali, richiedono una garanzia finanziaria. L’importo ingloba l’intero periodo d’imposta, quindi, tutti i crediti richiesti a rimborso per la stessa annualità, anche se in momenti diversi.
Le forme di garanzia adottabili sono quelle previste dall’articolo 38-bis, comma 1, del decreto Iva. L’importo “assicurato” è pari alla somma dell’imposta eccedente più gli interessi maturati.
Il legislatore, però, ha previsto delle eccezioni, con le quali ha voluto facilitare il contribuente “virtuoso” o che si trova in particolari condizioni e così, in alcuni casi specifici, il rimborso superiore a 5.164,57 euro è concesso anche senza garanzia. Si tratta di situazioni patrimoniali, fiscali e contributive meritevoli di fiducia, ritenute sufficientemente stabili. In queste ipotesi, va presentata la dichiarazione sostitutiva prevista dalla lettera c), settimo comma, dell’articolo 38-bis.
L’ammontare del rimborso erogabile senza garanzia non può eccedere il 100% della media dei versamenti affluiti nel conto fiscale nel biennio precedente. Di conseguenza, nell’ipotesi in cui la cifra travalichi la soglia, va presentata garanzia per la quota in surplus.
L’eccedenza Iva infrannuale può essere recuperata, in alternativa, ricorrendo alla compensazione orizzontale tramite F24 (codice tributo è 6038), comunque dietro presentazione del modello “TR”.
In poche parole, anche per compensare il credito Iva maturato nel periodo luglio/settembre 2014 con altri tributi, contributi e premi, occorre trasmettere l’istanza entro il 31 ottobre.
Il credito trimestrale, se supera i 5mila euro, può essere compensato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza per la presentazione della domanda e, quindi, per quanto riguarda il periodo che ci interessa, non prima del prossimo 16 novembre; l’operazione deve avvenire necessariamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).
La compensazione orizzontale ha un limite annuo di 700mila euro, innalzato fino a un milione di euro per i subappaltatori del settore edile che, nell’anno precedente, hanno realizzato un volume d’affari composto per almeno l’80% da prestazioni in subappalto sottoposte a reverse charge.
Il contribuente, comunque, può sempre sfruttare l’eccedenza in diversi modi: una parte a rimborso, un’altra in compensazione e un’altra ancora a scomputo nelle successive liquidazioni.
A tal proposito, è opportuno ricordare che la compensazione è preclusa in presenza di ruoli definitivi di importo superiore a 1.500 euro, scaduti e non pagati.  
Fonte: Fisco-Oggi

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