Paolo Soro

La TASI nuovamente in scadenza il 16

Il prossimo 16 ottobre scade il pagamento della TASI. Prima di tutto, è bene chiarire e ricordare che la scadenza non riguarda coloro che hanno già versato a giugno (per i quali resta fermo l'appuntamento del saldo di dicembre), nonché gli immobili situati nei comuni che non hanno pubblicato le delibere entro il 23 maggio e/o il 10 settembre. In tali casi il versamento della TASI avverrà in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

Il prossimo 16 ottobre scade il pagamento della TASI. Prima di tutto, è bene chiarire e ricordare che la scadenza non riguarda coloro che hanno già versato a giugno (per i quali resta fermo l'appuntamento del saldo di dicembre), nonché gli immobili situati nei comuni che non hanno pubblicato le delibere entro il 23 maggio e/o il 10 settembre. In tali casi il versamento della TASI avverrà in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.
Pare doveroso, altresì, rammentare che la tassa viene applicata – per la prima volta – anche agli inquilini affittuari. Tocca all’inquilino (famiglie, uffici, capannoni, negozi…), a condizione che il contratto d’affitto duri almeno sei mesi, procurarsi la rendita catastale del locale affittato, calcolare l’imponibile, applicare l’aliquota prevista (quella dovuta dal proprietario) e verificare la quota a lui spettante in base alla delibera comunale (dal 10 al 30%).
Nel caso in cui il Comune abbia emesso delibera entro il 10 settembre ma senza specificare la quota a carico dell’inquilino, si applica automaticamente il 10% e il versamento va effettuato entro il 16 ottobre. Attenzione che inquilino e proprietario non sono responsabili in solido: se l’inquilino non paga il proprietario non è responsabile, né viceversa. C’è invece responsabilità in solido nel caso in cui nell’immobile ci siano più inquilini, tutti tenuti al versamento TASI. Non ci sono regole sulla ripartizione proporzionale tra coinquilini tutti locatari. Il versamento fa effettuato con F24 o con bollettino postale. Nei Comuni senza delibera, gli inquilini non pagano nulla per quest’anno e la TASI sarà interamente a carico dei proprietari, che verseranno tutto a dicembre con aliquota 0,1%. Non era prevista la possibilità di azzeramento della quota inquilini ma vi sono Comuni in cui è stato così deciso. In altri, invece, la quota c’è ma si applica a una TASI pari a zero (è il caso dei Comuni che prevedono solo l’IMU per le seconde case).
Di seguito si riportano i casi relativi a taluni principali capoluoghi:
Roma: TASI inquilino 20% su un’aliquota dello 0,08%, ma se si vive nella prima casa del proprietario si paga il 20% su un’aliquota del 2,5 per mille, con detrazioni da 30 a 110 euro a seconda della rendita catastale. Se la prima casa del proprietario è di lusso (categoria A1, A8 e A9), l’aliquota è dell’1 per mille.
Milano: TASI inquilino 10% su un’aliquota dello 0,08%, ma se l’immobile è la prima casa del proprietario l’aliquota sale allo 0,25%, con detrazioni modulate per rendita e reddito del proprietario.
Firenze: TASI al 10% e aliquote azzerate sulle seconde case, mentre per le prime case si paga lo 0,33%.
Perugia: TASI inquilino 20% e aliquota pari a zero su immobili non prima casa, 0,33% per prime abitazioni.
Trieste: TASI inquilino 10% e aliquota pari a zero su immobili non prima casa, mentre sull’abitazione principale esenzione per rendite fino a 300 euro e aliquote 0,25% o 0,33% a seconda della rendita, con detrazioni.
Palermo: inquilino del 10% . Ma, essendo sugli immobili locati la TASI pari a zero, gli inquilini di immobili per il proprietario non prima casa non pagano la TASI; L’inquilino in un immobile prima casa del proprietario (come coinquilino) pagherà il 10% della TASI per le prime case (2,89 per mille).
Dovendo rapportare la quota all’aliquota relativa all’immobile per il proprietario, se l’inquilino non abita nella prima casa del proprietario (che è l’ipotesi più frequente), non paga nulla nelle città in cui la TASI non è stata applicata agli immobili soggetti a IMU, come (fra quelli sopra elencati) Firenze, Perugia, Trieste.
Alcune delibere comunali, poi, prevedono differenze di trattamento per gli immobili locati con contratti a canone concordato o agevolato, o destinati ad alloggi sociali.
Il versamento avviene col modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:
3958: abitazione principale e relative pertinenze;
3959: fabbricati rurali ad uso strumentale;
3960: aree fabbricabili;
3961: altri fabbricati;
oppure con l'apposito bollettino postale, già intestato.
Si paga distintamente per ogni Comune e il versamento deve comprendere tutti gli immobili ivi esistenti.
Occorre, infine, porre la dovuta attenzione alle nuove regole previste per i pagamenti effettuati tramite F24: dal 1° ottobre, infatti, è possibile presentare il modello cartaceo solo se l'importo da versare è inferiore a 1.000 Euro, è eseguito da un privato, e non vi sono compensazioni. Negli altri casi è obbligatoria la via telematica (Entratel, Fisco Online, Home Banking).

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