Paolo Soro

Nella nuova certificazione unica anche i redditi degli autonomi

Online, in bozza, il modello che i sostituti d’imposta dovranno utilizzare, dal 2015, per comunicare i dati riguardanti le somme corrisposte nel periodo d’imposta precedente.

La Certificazione unica (Cu) 2015 fa il suo debutto in Rete. È disponibile da oggi, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la bozza del modello con cui i sostituti d’imposta attesteranno i redditi corrisposti nel periodo d’imposta 2014.
Il nuovo schema manda “in pensione” sia la certificazione relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati (Cud) sia quella relativa ad altri redditi (lavoro autonomo, provvigioni e “diversi”) finora rilasciata in carta libera da parte dei datori di lavoro, facendo confluire in un unico documento tutti i redditi corrisposti nell’anno precedente.
 Per quanto riguarda il lavoro dipendente, nella Certificazione unica sono confermate alcune agevolazioni già presenti negli ultimi anni.
Tra queste, l’incentivo destinato a giovani talenti che rientrano in Italia dopo aver maturato una esperienza lavorativa all’estero: la riduzione della base imponibile Irpef, dell’80% per le donne e del 70% per gli uomini, a chi – avendo i necessari requisiti – ne ha fatto richiesta, entro tre mesi dall’assunzione, al datore di lavoro.
Riconfermata anche l’agevolazione prevista, a favore dei lavoratori del settore privato, per le somme erogate a titolo di incremento della produttività; consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionale e comunale nella misura del 10 per cento.
 Nel modello trovano spazio anche sezioni e campi nuovi, destinati alle più recenti modifiche normative.
Una novità rilevante è presente già nel frontespizio della certificazione. Infatti, oltre ai dati del sostituto d’imposta e quelli del percettore, andranno indicati, in uno specifico prospetto, il coniuge, i figli e gli altri familiari a carico del dipendente o pensionato per i quali sono state riconosciute le detrazioni per carichi di famiglia.
Una sezione ad hoc è destinata alla gestione del bonus Irpef di 80 euro mensili, riconosciuto in busta paga dal datore di lavoro ai dipendenti con reddito complessivo compreso tra 8mila e 24mila euro (l’agevolazione spetta, in misura decrescente, anche per i redditi fino a 26mila euro).
Nuovi campi, infine, sono destinati al contributo di solidarietà sui trattamenti pensionistici erogati da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie e sui vitalizi previsti per coloro che hanno ricoperto funzioni pubbliche elettive erogati dagli organi costituzionali, dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano.  
Fonte: Fisco-Oggi

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