Paolo Soro

Compensazioni allargate

E' in procinto di essere emanato dal ministero delle sviluppo economico, di concerto con il ministero dell'economia e delle finanze, il decreto che permetterà alle imprese che vantano un credito nei confronti della p.a. di portare in compensazione tutte le somme iscritte a ruolo senza alcuna distinzione.

Allargamento delle compensazioni per le imprese in dirittura d'arrivo. Con più di tre mesi di ritardo rispetto alla scadenza fissata dal dl 145/2014 (Destinazione Italia) è, infatti, in procinto di essere emanato dal ministero delle sviluppo economico, di concerto con il ministero dell'economia e delle finanze, il decreto che permetterà alle imprese che vantano un credito nei confronti della p.a. di portare in compensazione tutte le somme iscritte a ruolo senza alcuna distinzione.
Il tutto, fermo restando, che l'importo dovuto al fisco dovrà essere inferiore o pari al credito vantato. Ad annunciarlo, ieri, il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, nel corso del question time che si è svolto in aula alla camera, in risposta a un quesito posto da Marco Da Villa (M5s). Nel dettaglio, il quesito, aveva ad oggetto lo stato di avanzamento dei lavori relativamente al decreto interministeriale, oggetto, ora mai da più di sei mesi, di un continuo rimpallo tra il Mise e il Mef. Non più tardi della fine di giugno, infatti, via XX Settembre aveva annunciato l'imminente pubblicazione del testo, salvo poi fare retromarcia pochi gironi dopo senza dare più alcuna notizia in merito. A mettere un punto alla questione è, però, intervenuto il ministro Guidi annunciando che «entro pochissimi giorni il Mise e il Mef procederanno alla sottoscrizione e pubblicazione del testo». La ragione del ritardo è, poi, da attribuirsi alla complessità della materia. «L'elaborazione del decreto», ha evidenziato il ministro, «ha richiesto un'approfondita e complessa attività istruttoria che ha coinvolto più soggetti, tra cui, oltre agli uffici del Mise, il dipartimento delle finanze, il dipartimento della ragioneria generale dello stato, l'Agenzia delle entrate e la società Equitalia spa e che si è conclusa solo il mese scorso». Le rassicurazioni del ministro, però, non hanno tranquillizzato gli esponenti del M5s che, a loro volta, hanno fatto presente come «per le imprese il beneficio è limitato al 2014 e, quindi, trovarsi il 24 maggio con la certezza di poter richiedere questa compensazione, conoscendo la relativa procedura, avrebbe messo le aziende in una posizione ben diversa rispetto al trovarsi il 10 settembre a sperare».
Molti i nodi che il decreto dovrà sciogliere. Posta, infatti la possibilità per le imprese di poter usufruire del beneficio solo fino al 31 dicembre 2014, resta da vedere se la normativa andrà a ridimensionare la portata della disposizione contenuta nel dl 145. In ballo, infatti, c'è la possibilità di restringere il campo dei tributi che possono essere portati in compensazione. Così come è formulata la norma del Destinazione Italia, infatti, non pone alcun vincolo né relativamente alla tipologia dei tributi, né in relazione all'ente della pubblica amministrazione verso cui l'impresa può vantare e, quindi, compensare il credito.
Fonte: Italia Oggi

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