Paolo Soro

Porti turistici con l'Iva al 10%

Porti turistici con Iva al 10%. Ma solo fino alla fine del 2014. Per rilanciare le imprese della filiera nautica il decreto sblocca-Italia introduce una delle misure da anni invocata dagli operatori: l'equiparazione ai fini tributari dei posti barca alle altre strutture ricettive all'aria aperta (per esempio, le aree attrezzate per camper).

Porti turistici con Iva al 10%. Ma solo fino alla fine del 2014. Per rilanciare le imprese della filiera nautica il decreto sblocca-Italia introduce una delle misure da anni invocata dagli operatori: l'equiparazione ai fini tributari dei posti barca alle altre strutture ricettive all'aria aperta (per esempio, le aree attrezzate per camper). Cosa che già avviene in paesi come Francia e Spagna, generando in questo modo una concorrenza fiscale tra stati che ha spinto nel tempo molti diportisti a preferire le coste estere per le proprie vacanze. La misura incentivante sarà però temporanea, almeno per ora. Il provvedimento del governo stabilisce infatti che l'agevolazione si applicherà «dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2014». La misura, secondo i calcoli dell'esecutivo, comporterà una perdita di gettito di 3 milioni di euro. La copertura finanziaria dell'intervento avverrà attingendo le risorse dalle sanzioni irrogate dall'Antitrust ai sensi dell'articolo 148 della legge n. 388/2000 e non ancora assegnate ad altra destinazione nel bilancio pubblico. L'individuazione dei requisiti necessari per riconoscere alle strutture portuali turistiche la qualifica di «Marina Resort» avverrà con decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L'eventuale messa a regime dell'aiuto fiscale è rimandata alla legge di stabilità 2015. La novità «è un importante punto fermo, che per la prima volta pone un principio fondamentale: la fine della sperequazione a danno delle strutture turistico-nautiche», ha commentato ieri il presidente di Ucina (Unione nazionale cantieri e industrie nautiche), Massimo Perotti, «ora dobbiamo lavorare con il parlamento al fine di rendere il provvedimento definitivo».
Fonte: Italia Oggi

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