Paolo Soro

Prima casa, accertamenti flash

In caso di vendita della prima casa prima che sia decorso un quinquennio dall'acquisto, il contribuente decade dai benefici fiscali se non acquista una nuova abitazione principale entro un anno. Il termine di tre anni per accertare le maggiori imposte, tuttavia, parte dalla data dell'atto di vendita e non dall'anno successivo, nonostante sia proprio in tale momento, a distanza di un anno, che si materializza il presupposto per la decadenza delle agevolazioni (ovvero il non aver acquistato un nuovo immobile) e per l'avvio dell'azione accertativa da parte dell'Agenzia delle entrate.

In caso di vendita della prima casa prima che sia decorso un quinquennio dall'acquisto, il contribuente decade dai benefici fiscali se non acquista una nuova abitazione principale entro un anno. Il termine di tre anni per accertare le maggiori imposte, tuttavia, parte dalla data dell'atto di vendita e non dall'anno successivo, nonostante sia proprio in tale momento, a distanza di un anno, che si materializza il presupposto per la decadenza delle agevolazioni (ovvero il non aver acquistato un nuovo immobile) e per l'avvio dell'azione accertativa da parte dell'Agenzia delle entrate.
Sono le motivazioni su cui la Ctp di Brescia ha fondato la sentenza n. 358/16/14, accogliendo un ricorso proposto contro un avviso di rettifica e liquidazione per le agevolazioni prima casa.
Il contribuente aveva venduto la propria abitazione principale, per la quale aveva fruito dei connessi benefici fiscali; trascorso un anno dalla vendita, non aveva provveduto ad acquistare un nuovo immobile, circostanza che aveva determinato la decadenza delle agevolazioni fiscali. Pertanto, la competente Agenzia delle entrate di Brescia emetteva un provvedimento con il quale recuperava le maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, versate indebitamente nella misura ridotta. Il merito della rettifica non lasciava dubbi: le imposte erano dovute. Tuttavia, la contestazione che ha condotto i giudici tributari ad annullare l'atto impositivo ha riguardato la tempestività della sua emissione. Il termine di decadenza per l'azione accertatrice è di tre anni e, secondo l'Agenzia, tale termine iniziava a decorrere a distanza di 12 mesi dall'atto di vendita: infatti, solamente trascorsi 12 mesi senza il riacquisto di un altro immobile adibito a prima casa si sarebbe realizzato il presupposto per avviare l'azione accertativa. Di contro, il contribuente invocava l'applicazione letterale dell'articolo 76 del dpr 131/86, secondo cui il termine triennale decorre dalla registrazione dell'atto. La Ctp ha dato respiro a questa seconda impostazione, accogliendo il ricorso e annullando l'atto impositivo. Le motivazioni addotte sono perentorie: «il fatto che si deve attendere un anno per verificare se avvenga l'acquisto di altro immobile non prolunga i termini», che rimangono dunque ancorati alla data di registrazione dell'atto di vendita della prima casa.
Il principio è assai controverso nella giurisprudenza tributaria ed esistono orientamenti di segno opposto, secondo cui la decorrenza del termine di decadenza per l'azione di recupero non parte dalla data di alienazione dell'immobile, bensì dall'anno successivo, momento in cui si realizza il presupposto impositivo, causato dal mancato riacquisto di altra abitazione principale.
Fonte: Italia Oggi

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