Paolo Soro

Attenzione: con un c/c web, è obbligatorio compilare il modello RW dell'Unico

Come abbiamo già avuto modo di comunicare in precedenza nella sezione “News” del sito, è stata congelata la ritenuta del 20% sui bonifici esteri, con la nota del ministero dell'economia del 19/02/2014; resta, però, ancora l'obbligo, salvo auspicate novità in materia, per chi possiede dei conti on line con banche estere, di compilare il quadro RW.

Come abbiamo già avuto modo di comunicare in precedenza nella sezione “News” del sito, è stata congelata la ritenuta del 20% sui bonifici esteri, con la nota del ministero dell'economia del 19/02/2014; resta, però, ancora l'obbligo, salvo auspicate novità in materia, per chi possiede dei conti on line con banche estere, di compilare il quadro RW.
Le nuove norme sul monitoraggio fiscale (legge n. 97/2013), infatti, hanno eliminato la soglia (precedentemente fissata in 10 mila euro) oltre la quale sarebbe stato necessario compilare il noto quadro RW del Modello Unico.
L'effetto paradossale che, restando così le cose, si verrebbe a creare è che chiunque possegga un conto con un istituto di credito che risulti avere sede all’estero (esempio più comune: account Paypal per gli acquisti via Internet, dove in genere circolano pochi dollari/euro), anche se di regola non obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi (perché magari ha solo un CUD e la casa di abitazione), diventerebbe obbligato a presentare il Modello Unico e a compilare il quadro RW, in quanto, per l’Amministrazione Finanziaria, è considerato possessore di evidenze finanziarie estere.
Parrebbe – così, almeno, riportano i giornali specializzati – che l'Amministrazione Finanziaria stia cercando una soluzione. Per il momento, però, la situazione è questa.
Nella legislazione francese, a esempio, si è scelto di esonerare dalla compilazione dell'equivalente quadro RW italiano, quei contribuenti che hanno dei conti per i soli pagamenti e che movimentano dare e avere entro una certa soglia. Per tutti gli altri arrivano invece le nuove comunicazioni.
In realtà, anche in Italia esisteva prima una soglia; sarebbe bastato semplicemente limitarsi a diminuire tale limite minimo, anziché eliminarlo del tutto.
“Una volta trovata la soluzione, peraltro, è necessario individuare pure la strada normativa per attuare la modifica”, riportano le sopra menzionate testate giornalistiche.
Sinceramente, non comprendiamo: in materia analoga, basterebbe ricordare a titolo di esempio che con altrettanti provvedimenti normativi sono state introdotte le soglie per lo Spesometro e il limite dei 500 euro per le comunicazioni black list.
Insomma, a parere di chi scrive, davvero non si capisce quale sia tale difficoltà normativa che possa impedire di attuare un semplicissimo provvedimento atto a eliminare un evidente precedente vuoto legislativo, che – se non si interverrà – creerà solo inutili problemi e sprechi a tutti i contribuenti.

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