Paolo Soro

Errori formali, versamenti entro il 31 maggio

L’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo per pagare quanto dovuto al fisco per la definizione agevolata. Per chi sceglie di pagare in due rate il secondo versamento dovrà avvenire entro il 2 marzo 2020.

Tutto pronto per la sanatoria delle violazioni formali. Con la risoluzione n. 37/E, l'Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo per pagare quanto dovuto al fisco per la definizione agevolata. Contribuenti alla cassa entro il prossimo 31 maggio. Per chi sceglie di pagare in due rate i 200 euro dovuti per ciascuna annualità sanata, il secondo versamento dovrà avvenire entro il 2 marzo 2020.

Si completa così il quadro attuativo della «pacificazione fiscale» sulle violazioni formali prevista dall'articolo 9 del dl n. 119/2018. Nei giorni scorsi l'Agenzia aveva fissato le modalità di versamento con un provvedimento direttoriale.

Ieri è arrivato anche l'ultimo tassello, il codice tributo «PF99», che dovrà essere utilizzato nel modello F24. Chi si avvale della regolarizzazione dovrà esporre il codice nella sezione «Erario» e riportare il relativo importo nella colonna dei debiti. L'anno di riferimento dovrà essere quello cui si riferisce la violazione. Laddove il «perdono» fosse richiesto da un soggetto che presenta un periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare, va indicato l'anno in cui termina l'esercizio.

Si ricorda che la regolarizzazione degli errori formali permette di definire le violazioni che non impattano sulla determinazione della base imponibile, sull'imposta e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018. Il costo della sanatoria è pari a 200 euro per ciascun anno, fermo restando che il contribuente può scegliere quali periodi d'imposta regolarizzare, senza essere obbligato a rettificare tutti quelli ancora sanzionabili.

Per sanare le violazioni formali non riferibili a una singola annualità, quali per esempio quelle connesse alla comunicazione di dati da parte di soggetti diversi dal contribuente, si deve fare riferimento all'anno solare in cui la violazione è stata commessa. Sarà quindi questo l'anno da indicare nel modello F24.

Per il perfezionamento della procedura la norma richiede anche la rimozione delle irregolarità od omissioni. Come precisato dal provvedimento attuativo, tuttavia, la correzione non va effettuata quando non sia possibile o necessaria avuto riguardo ai profili della violazione formale (come nel caso delle violazioni riguardanti l'errata applicazione dell'inversione contabile).

Fonte: Italia Oggi

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