Paolo Soro

Fatture elettroniche in ritardo

In questa fase di rodaggio secondo la task force Assosoftware-Sogei-Entrate si stanno verificando, in rare occasioni, anche ritardi nella consegna degli esiti dell’invio delle fatture elettroniche oltre i fatidici 5 giorni stabiliti.

Esiti delle fatture elettroniche anche dopo 5 giorni dall'invio.

Secondo la task force composta da Assosoftware, Sogei ed Agenzia delle entrate, a differenza di quanto indicato nel provvedimento del 30 aprile 2018 n. 89757, in questa fase di rodaggio si stanno verificando, seppur limitatamente ad alcune rare occasioni, anche ritardi nella consegna degli esiti dell'invio delle fatture elettroniche oltre i fatidici 5 giorni stabiliti.

Secondo quanto riportato in una Faq di ieri infatti «alcuni ritardi possono essere causati anche da fattori fisiologici legati a temporanei malfunzionamenti nelle elaborazioni o nella comunicazione tra sistemi e in taluni casi, in percentuali del tutto minimali, comportare ritardi anche superiori ai 5 giorni, in particolare in questa prima fase di avvio del sistema».

Quello riscontrato, sebbene di parli di percentuali ridotte, non è di certo un problema di poco conto che può seriamente interferire e danneggiare la gestione di incassi e pagamenti delle imprese in gioco e di fatto non è in linea con quanto indicato dell'Agenzia delle entrate che nel suddetto provvedimento, quello del 30 aprile 2018, in cui si specificava che sebbene il momento di invio delle ricevuta di scarto ovvero di superamento dei controlli e il recapito o messa a disposizione della fattura elettronica da parte del sistema di interscambio non fosse sincrono rispetto al momento di trasmissione della e-fattura alla Sdi, i relativi tempi di elaborazione sarebbero variati da pochi minuti sarebbero variati da pochi minuti fino a 5 giorni anche in conseguenza dei momenti di elevata concentrazione degli invii.

Il provvedimento inoltre non teneva conto degli effetti della moratoria delle sanzioni introdotta dall'articolo 10 del decreto legge 119 del 2018.

La depenalizzazione del sistema sanzionatorio infatti, concesso per i primi sei mesi per i contribuenti in trimestrale e fino al 30 settembre 2019 per i mensili, è stato di fatto interpretato da imprese e professionisti come una proroga informale e gestita come una vera e propria autoproroga con l'effetto di concentrare proprio in queste due settimane e fino al 16 febbraio molti degli invii delle fatture elettroniche del mese di gennaio.

Il rischio non preventivato, è dunque quello che proprio in questi giorni, il momento di invio e quello del «responso» del sistema di interscambio possano dilatarsi ben oltre i 5 giorni che in caso di scarto e nuovo reinvio rischierebbero di arrivare anche a ben oltre i 10 giorni.

Nelle altre faq viene anche ribadito il comportamento da tenersi in caso di invio di fattura e notifica da parte dello Sdi di «impossibilità di recapito».

Come specificato, «In tutti questi casi il Sdi comunica la fattura all'Agenzia delle entrate che la deposita nell'Area Fatture e Corrispettivi e a seguire invia al mittente via Pec o per il tramite di un Provider accreditato la ricevuta di «impossibilità di recapito» (suffisso _MC).

Il soggetto mittente che riceve un esito di «impossibilità di recapito» è tenuto a comunicare, per vie diverse dal Sdi, al cessionario/committente che l'originale della fattura è disponibile nella sua Area riservata del sito Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle entrate, a tal fine può anche inviare una copia analogica/informatica (es. documento pdf di cortesia) della fattura elettronica». Inoltre, relativamente alla momento in cui è possibile detrarre l'imposta per l'acquirente, nella faq viene indicato che «il cessionario/committente ai fini della detraibilità dell'imposta della fattura di acquisto non recapitata dal Sdi è tenuto ad accedere all'area riservata del sito Fatture e Corrispettivi per prendere visione della fattura, in tal modo viene memorizzata la data di presa visione come data di consegna».

Fonte: Italia Oggi

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