Paolo Soro

Aliquota Iva ridotta anche per e-book e giornali on line

L’Ecofin ha raggiunto l'accordo per autorizzare gli Stati membri ad applicare l'aliquota Iva ridotta, super-ridotta o zero alle pubblicazioni digitali, allineando le aliquote su giornali, libri, riviste elettroniche a quelle dei loro equivalenti in formato cartaceo.

E-book come i libri e giornali di carta, ok dell'Ecofin all'equiparazione dell'Iva.

Il Consiglio dei ministri delle finanze dei paesi dell'Unione europea (Ecofin), riunito a Lussemburgo, ha raggiunto ieri l'accordo per autorizzare gli stati membri ad applicare l'aliquota Iva ridotta, super-ridotta o zero alle pubblicazioni digitali, allineando le aliquote su giornali, libri, riviste elettroniche a quelle dei loro equivalenti in formato cartaceo.

Viene meno, dunque, il divieto di tassazione ridotta per gli e-book, che vedranno scendere l'importo dell'imposta indiretta sui consumi dal 15 al 5%, e in alcuni stati membri anche a livelli inferiori o pari a zero.

Sulla base delle regole attuali (direttiva n. 112/06), infatti, i servizi elettronici sono tassati con un'aliquota Iva «standard», ossia del 15%, mentre le pubblicazioni su supporto fisico godono di una percentuale di imposta «non standard».

Adesso i paesi Ue che lo vorranno potranno equiparare i prodotti e imporre una stessa base imponibile di imposta.

Addirittura, tariffe ridotte sugli e-book (meno del 5% di Iva) o tariffe a tasso zero potranno essere praticate da quegli stati membri che attualmente già prevedono un analogo regime per giornali e riviste su carta.

Le nuove regole si applicheranno in via provvisoria, in attesa della riforma del sistema sull'imposta sul valore aggiunto a livello Ue, su cui la Commissione europea sta lavorando.

«Questo risultato è parte dei nostri sforzi per modernizzare l'Iva per l'economia digitale, e ci consente di tenere il passo con il progresso tecnologico» ha detto Hartwig Löger, ministro delle finanze dell'Austria, presidente di turno dei 28 ministri economici riuniti a Lussemburgo.

L'accordo sulla riforma del regime fiscale per i libri in formato elettronico, così come licenziato dal consiglio, era stato raggiunto già a maggio, ma prima Repubblica Ceca e poi Romania ne avevano impedito il via libera.

I due paesi avevano, infatti, apposto il veto per l'incapacità di trovare un accordo sul reverse charge (regime di inversione contabile), il meccanismo per cui l'obbligo dell'imposizione fiscale viene traslato dal venditore all'acquirente.

Nell'impossibilità di trovare un'intesa su questo dossier, gli stati membri avevano «tenuto in ostaggio» l'Ecofin, bloccando, di fatto, il via libera all'accordo sugli e-book.

“L'Unione Europea ha, oggi, inviato il forte messaggio di voler rimuovere i principali ostacoli allo sviluppo del mercato della stampa digitale in Europa” ha commentato il presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali), Andrea Riffeser Monti.

“È un passaggio essenziale per garantire il pluralismo dei media e tutelare la libertà di opinione e la democrazia nel mondo digitale. Questo voto sottolinea che la libertà di stampa è uno dei valori fondamentali delle società democratiche europee, destinato ad impattare in modo significativo sulla sostenibilità del settore.”

Fonte: Italia Oggi

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