Paolo Soro

Via libera del Governo britannico alla convenzione multilaterale Ocse

C’è anche il sì di Londra all’adozione del Multilateral Instrument (MLI) coordinato dall’Organizzazione di Parigi.

In sostanza, anche il Regno Unito aprirà a breve la strada alla modifica di molti dei suoi trattati fiscali sottoscritti con altri Paesi, una revisione questa ineludibile in quanto parte integrante del progetto Ocse coordinato attraverso il MLI e volta espressamente a reprimere l'elusione fiscale praticata in modo assiduo dalle imprese multinazionali.

In pratica, l’Esecutivo attuale ha deciso di rendere piena ed effettiva la sua partecipazione al progetto Ocse presentando, come richiesto dalle procedure, la sua lettera formale di ratifica per l’adozione dello strumento multilaterale del progetto (MLI). Procedendo per questa via, il Paese si unisce ad altri otto per raggiungere la stessa fase, tra cui Austria, Polonia e Serbia.

Lo strumento multilaterale è una sorta di super trattato, in realtà un vero unicum sotto il profilo schiettamente normativo, che consente molteplici cambiamenti contemporaneamente al sistema fiscale globale, tutti derivanti in prima istanza dal progetto dell'Ocse contro la pianificazione fiscale aggressiva delle multinazionali. In pratica, il MLI - convenzione multilaterale per l'attuazione di misure relative alle convenzioni fiscali finalizzate a prevenire l'erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti – costituisce la finalizzazione del piano di 15 azioni elaborato dall'Organizzazione di Parigi per incidere in modo efficace su schemi e meccanismi elusivi su di un piano internazionale. Molte delle azioni dell'Ocse per frenare l'erosione della base imponibile e il trasferimento di profitti da parte delle imprese globali costringeranno i Paesi a modificare i loro trattati fiscali, e il MLI mira a ridurre il tempo che questa vasta modifica convenzionalmente, e ineluttabilmente, prenderebbe. In altre parole, il MLI costituisce una sorta di autostrada normativa, estesa e condivisa grazie alla quale le modifiche Ocse si materializzeranno secondo una tempistica il più possibile breve e quasi immediata.

Naturalmente, sussistono diversi parametri, in particolare quello della reciprocità. Infatti, il Multilateral Instrument, o MLI, intende sì modificare e riadattare più di 1.200 convenzioni bilaterali ad oggi in vigore in materia fiscale, ma per raggiungere tale obiettivo l’Ocse ha adottato il criterio della reciprocità. In sostanza, le modifiche operano e sono raccolte solo se accettate dagli Stati contraenti negli stessi termini. Detto questo, se due Paesi adottano la stessa azione del progetto Ocse che si traduce in modifiche d’un determinato accordo, ad esempio una più ampia definizione volta a tracciare e definire la presenza imponibile di una entità estera, i trattati tra i due partner cambieranno automaticamente attraverso il MLI.

Nel complesso, l'Ocse ha stimato che il MLI alla fine cambierà più di 1.200 trattati fiscali in tutto il mondo. Finora, più di 80 Paesi hanno firmato per attuare la misura. Un cambiamento epocale che interesserà in via diretta gli Stati ma in via indiretta centinaia di migliaia di operatori, aziende e attori globali con dimensione transnazionale.

Prima che il MLI abbia effetto, i Paesi devono passare attraverso diverse fasi amministrative. Innanzitutto, quando le giurisdizioni firmano il MLI, decidono già quale posizione assumeranno su ciascuna delle disposizioni ricomprese nello strumento. Tali posizioni sono ufficializzate e rese effettive quando la giurisdizione deposita il proprio documento di ratifica. In questo caso, presentando lo strumento di ratifica, il Regno Unito ha quindi iniziato il conto alla rovescia rispetto all’entrata in vigore completa del MLI.

Di conseguenza, la nuova Convenzione Ocse dispiegherà i suoi effetti ed entrerà pienamente in vigore nel Regno Unito a partire da ottobre, come peraltro dichiarato anche dalla stessa Organizzazione di Parigi. D’altra parte, come già a suo tempo dichiarato dal Responsabile del Tesoro, Mel Stride, “il Regno Unito è fortemente impegnato a reprimere l'elusione fiscale multinazionale e orgoglioso del fatto che siamo protagonisti in questo".

In breve, a partire da ottobre, i trattati fiscali siglati dal Regno Unito con gli altri Paesi che hanno introdotto il MLI saranno soggetti ad un radicale cambiamento, recependo, ma solo su base reciproca, qualsiasi misura che corrisponda alle rispettive posizioni tratteggiate dai diversi Paesi interessati. Tuttavia, mentre entrerà in vigore nel Regno Unito alla fine di quest'anno, il MLI non inizierà immediatamente a modificare i trattati. Infatti, sarà un complesso insieme di linee guida a determinare quando effettivamente lo strumento inizierà a dispiegare a pieno i suoi effetti per le diverse disposizioni contenute nei trattati fiscali sottoscritti con svariate giurisdizioni.

Fonte: Fisco-Oggi

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