Paolo Soro

Il Jobs act cambia

Interventi sui contratti di lavoro a tempo determinato e a tutele crescenti, con indennità di ingiusto licenziamento aumentata del 50% e 36 mensilità di stipendio. Ma anche ritocchi a redditometro e spesometro e stop allo split payment solo per i professionisti.

Interventi sui contratti a tempo determinato, con il superamento del Jobs Act attraverso "una guerra" ai contratti precari; tutela dei lavoratori con "importanti" disincentivi ai licenziamenti ingiusti con l'aumento del 50% dell'indennizzo che può arrivare anche a 36 mensilità. Sono questi, secondo quanto spiegato da fonti del governo, alcuni dei punti principali del decreto dignità che sarà varato dal consiglio dei ministri. E Pacchetto fisco 'light' con ritocchi al redditometro, slittamento della scadenza dello spesometro al 28 febbraio (dal 30 settembre) e stop allo split payment solo per i professionisti. E' quanto  prevede una delle ultime bozze del decreto dignità annunciato dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio. "Oggi ci sarà un intervento sui contratti a tempo determinato e a tutele crescenti", ha anticipato Di Maio. Sul fronte della stretta al precariato, scende da cinque a quattro il limite dei rinnovi di contratti a termine nell'arco dei 36 mesi e vengono reintrodotte le causali dal primo rinnovo senza prevedere alcun periodo transitorio. Il contratto di lavoro a tempo determinato non potrà superare i 12 mesi in assenza di una causale. Con l'indicazione delle causali, già dal primo contratto sarà possibile apporre un termine fino a 36 mesi, per esigenze temporanee ed oggettive, estranee all'ordinaria attività del datore di lavoro, nonché sostitutive. Oppure connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili d'attività. Confermata inoltre la stretta sulle delocalizzazioni. Tutte le imprese che beneficiano di aiuti di Stato e poi scelgono di delocalizzare le attività all'estero, approfittando di condizioni più favorevoli, se lo faranno prima dei 10 anni perderanno il beneficio e andranno incontro a multe da 2 a 4 volte il contributo che hanno ricevuto. Nelle bozze circolate il vincolo è esteso alle operazioni che avvengono anche all'interno della Ue. Stralciata, invece, la norma sullo staff leasing, tanto che Confcommercio ha plaudito perchè la norma "non avrebbe favorito assunzioni a tempo indeterminato e avrebbe penalizzato le imprese diminuendo le occasioni di lavoro stabile".

Al Mef i tecnici continuano a lavorare al pacchetto fiscale del decreto che prevede interventi su alcuni strumenti anti-evasione che garantiscono un gettito allo Stato e la cui abolizione comporterebbe problemi di copertura. Nel decreto anche una parziale stretta alla pubblicità sui giochi. Il divieto totale di pubblicità, infatti, non si applicherà ai contratti pubblicitari attualmente in vigore. «Ai contratti di pubblicità in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del presente decreto resta applicabile la normativa vigente anteriormente alla medesima data», si legge nel testo del decreto che questa sera dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Inoltre, «sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita (la Lotteria Italia, ndr) e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli». Sarà invece l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) a occuparsi della «contestazione e dell’irrogazione delle sanzioni». La bozza del decreto prevede il divieto di «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet». Dal 1° gennaio 2019, il divieto si applicherà «anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale». La violazione delle norme sul divieto di pubblicità del gioco «comporta a carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o attività, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria commisurata nella misura del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, ad un importo minimo di 50mila euro». I proventi delle sanzioni saranno «destinati al fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico».

Fonte: Italia Oggi

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