Paolo Soro

Ue, Focus su trust e monete virtuali

L’Europa punta a sempre maggiore trasparenza sui proprietari effettivi delle società operanti negli Stati membri.

In meno di un mese Parlamento e Consiglio dell’Unione hanno dato il via libera definitivo alla V direttiva antiriciclaggio. Le due istituzioni europee hanno concluso gli iter necessari per l’approvazione degli emendamenti alla IV direttiva rispettivamente il 19 aprile e il 14 maggio. Da adesso gli Stati membri hanno 18 mesi per introdurre le nuove regole nei propri ordinamenti nazionali.

La nuova direttiva rafforza i meccanismi che puntano a prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. In particolare, uno degli obiettivi delle modifiche è bloccare i flussi finanziari della criminalità senza ostacolare il normale funzionamento dei sistemi di pagamento a disposizione dei cittadini onesti.

Le ulteriori modifiche alla direttiva 2015/849 hanno l’effetto di ampliare l'accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva (beneficial ownership), di implementare la trasparenza sulle proprietà delle società e dei trust, di ridurre i rischi legati alle carte prepagate e alle valute virtuali, di rafforzare i controlli sulle transazioni tra Stati europei e Paesi terzi considerati a rischio in relazione agli standard anti riciclaggio.

Non appena le norme entreranno a far parte degli ordinamenti degli Stati membri, qualsiasi cittadino europeo potrà accedere ai dati sui proprietari effettivi di tutte le società che esercitano un'attività commerciale nell’Ue. Le unità investigative finanziarie e i soggetti portatori di un interesse legittimo, invece, come giornalisti e Ong, potranno invece avere accesso alle informazioni sulla titolarità dei trust. La volontà di porre un argine alle frodi fiscali è evidente. La maggiore trasparenza su chi detiene realmente la proprietà di società ed enti commerciali si realizzerà l’introduzione di nuovi registri pubblici contenenti i dati e le informazioni relative ai beneficiari effettivi. Un altro aspetto affrontato dal testo della direttiva riguarda l’introduzione di criteri più severi per valutare se i Paesi terzi presentano un rischio maggiore di riciclaggio di denaro e la protezione degli informatori che segnalano casi di riciclaggio.

Oltre all’introduzione di nuovi controlli di due diligence e verifiche sulla clientela a carico dei prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute aventi corso legale, la V direttiva affronta il problema dell’anonimato delle carte prepagate. Le misure stabilite dall’Ue in questa materia riguardano soprattutto la riduzione della soglia per l’identificazione dei titolari di carte prepagate dagli attuali 250 euro a 150.

Dopo l’approvazione del testo da parte del Parlamento, Bruxelles ha diramato una nota per celebrare la conclusione dell’iter legislativo. “Queste nuove norme porteranno maggiore trasparenza, con lo scopo di migliorare la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo in tutta l'Unione europea”, è stato il commento dei due vicepresidenti Timmermans e Dombrovskis. I due membri della Commissione hanno poi sottolineato di “essere orgogliosi delle nuove misure, che miglioreranno sostanzialmente le norme esistenti”.

Il Consiglio ha poi ricordato che gli emendamenti alla direttiva 2015/849 fanno parte di un piano d'azione lanciato dopo gli attacchi terroristici del 2016. "Queste nuove regole rispondono all'esigenza di aumentare la sicurezza in Europa eliminando ulteriormente i mezzi a disposizione dei terroristi", ha, infatti, dichiarato Vladislav Goranov, ministro delle finanze della Bulgaria, Paese che in questo momento detiene la presidenza del Consiglio dell’Ue.

Fonte: Fisco-Oggi

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