Paolo Soro

Nuove possibilità di finanziamento via web per le pmi

Esteso a tutte le srl il crowdfunding delle srl innovative. Un milione di imprese interessate. Possibili quote di categorie diverse. Serve la modifica dello statuto. Si tratta di un’opportunità che, dopo un iter approvativo piuttosto laborioso, è finalmente arrivata in porto.

Nella maggior parte dei casi, però, si renderà necessaria una modifica allo statuto (o la creazione di una nuova società), atto di per sé che può essere compiuto da qualsiasi notaio, prima di andare sul mercato alla ricerca di finanziamenti. Di fatto la srl diventa sempre più simile a una spa in miniatura, con il vantaggio di adempimenti burocratici notevolmente ridotti: potrà infatti mettersi alla ricerca di finanziamenti proponendo l'acquisizione di parte delle proprie quote di norma con un aumento di capitale che farà entrare nella compagine societaria nuovi soci finanziatori o emettendo strumenti finanziari simili alle obbligazioni.

Interessante il fatto che i vecchi soci hanno diverse strade che consentono loro di finanziare la società mantenendone ancora saldamente il controllo. La legge consente infatti di prevedere categorie differenziate di partecipazioni, per esempio è possibile distinguere i soci che gestiscono l'azienda da quelli che la finanziano per averne un rendimento economico. Così il socio storico potrebbe vendere anche più del 50% della società mantenendo però il controllo attraverso il voto plurimo: le sue quote, cioè, possono valere, nel voto assembleare il doppio o il triplo rispetto a quelle dei nuovi entrati. Allo stesso modo si potranno emettere quote senza diritto di voto oppure con diritto di voto scaglionato, sempre per impedire che l'investitore acquisisca il controllo. È possibile anche legare il diritto di voto a particolari argomenti o subordinarlo al verificarsi di particolari condizioni e così via. Possibile anche prevedere una partecipazione con diritto agli utili e alle perdite non proporzionale al capitale, oppure con privilegi in sede di liquidazione. È ammesso anche l'acquisto di quote proprie, che potranno essere utilizzate per piani di incentivazione a favore di dipendenti o amministratori.

Ci sono però alcuni passaggi fondamentali che devono essere tenuti ben presente. Dopo la modifica dello statuto e prima di rivolgersi al mercato, i soci storici sono tenuti a vendere a un intermediario qualificato, che farà da sponsor dell'operazione, almeno il 3% delle quote. Questo per evitare truffe in nei confronti di potenziali investitori meno preparati: acquisire la fiducia di un intermediario qualificato offre infatti una presunzione positiva sulle potenzialità dell'investimento. Una volta aperta la porta, si consente anche a tutti gli altri di entrare.

Ma chi sono gli intermediari qualificati? Si tratta di banche e imprese di investimento sottoposte a vigilanza (sgr, sicav, sicaf), iscritti in un apposito registro tenuto dalla Consob. A questo punto le quote di queste società potranno essere scambiate via web per mezzo degli stessi intermediari, in alternativa all'utilizzo di notai o commercialisti abilitati, per mezzo di un meccanismo semplificato di circolazione dematerializzato.

Si tratta in definitiva di un'opportunità che, dopo un iter approvativo piuttosto laborioso, è finalmente arrivata in porto ed è stata oggetto negli ultimi giorni, dopo le norme attuative della Consob, anche della corposa circolare interpretativa del consiglio nazionale del notariato.

Fonte: Italia Oggi

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