Paolo Soro

Maxi-sanzione se il tirocinio supera la durata massima

Trattandosi di prosecuzione di fatto di un rapporto di lavoro, senza comunicazione preventiva, si applica la sanzione fino a 9.000, 18.000 o 36.000 euro, a seconda che il superamento sia contenuto a 30, 60 o più giorni.

Maxi-sanzione se il tirocinio supera la durata massima. Trattandosi di prosecuzione di fatto di un rapporto di lavoro, senza comunicazione preventiva, si applica la sanzione fino a 9 mila, 18 mila o 36 mila euro, a seconda che il superamento sia contenuto a 30, 60 o più giorni, con la riqualificazione del rapporto nella specie dipendente a tempo indeterminato. Lo precisa, tra l'altro, l'ispettorato nazionale del lavoro nella circolare n. 8/2018.

Vigilanza 2018. Come previsto dal piano di vigilanza (si veda ItaliaOggi del 9 febbraio), nel 2018 il tirocinio è uno dei principali ambiti d'intervento dell'attività ispettiva. Nel mirino ci sono, in particolare, i tirocini c.d. extracurriculari (formativi, orientamento, inserimento/reinserimento al lavoro); mentre sono esclusi i tirocini curriculari, quelli previsti per l'accesso a professioni e i tirocini transnazionali e per extracomunitari. Le ispezioni, spiega l'Inl, si concentreranno nelle realtà in cui è più evidente il ricorso sistematico ai tirocini da parte di aziende ospitanti ovvero in cui l'attivazione dei tirocini è in numero elevato in rapporto alla forza lavoro.

Fondamentale l'elemento formativo. Le ispezioni, spiega l'Inl, vanno finalizzate a verificare la bontà dei tirocini, a cominciare dal riscontro dell'elemento formativo. Pertanto, spiega agli ispettori, è essenziale che la verifica sia condotta complessivamente sulle modalità di svolgimento del tirocinio, così da poter valutare se l'attività del tirocinante sia effettivamente funzionale all'apprendimento e non piuttosto all'esercizio di una mera prestazione lavorativa.

La conversione del tirocinio. Nelle ipotesi in cui sia riscontrata l'assenza dei requisiti o la violazione delle norme regionali che regolano il tirocinio, l'ispettore potrà ricondurre quel rapporto alla forma comune, ossia al rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La circolare fa un'elencazione (non esaustiva) di casi di violazione delle norme regionali (si veda tabella), che hanno l'elemento in comune di compromettere la natura formativa del tirocinio. Altre ipotesi, che si aggiungono a queste, sono l'assoggettamento del tirocinante alle stesse regole vigenti per i dipendenti circa, in particolare, la gestione delle presenze e l'organizzazione del lavoro, e l'imposizione al tirocinante di standard di rendimenti periodici, rilevati con i sistemi di misurazione utilizzati per i dipendenti, in funzione del raggiungimento di obiettivi aziendali.

Maxi-sanzione. Per una violazione specifica, oltre alla conversione in rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato è prevista pure l'applicazione della maxi-sanzione: il superamento della durata massima del tirocinio fissata dalle norme regionali. In tal caso, infatti, la prosecuzione di fatto del rapporto non è più coperta dalla CO preventiva (fatta per il tirocinio scaduto ex lege) e, pertanto, non potrà che essere ricondotta a una prestazione lavorativa, che, se connotata da indici di subordinazione, comporterà l'applicazione della maxi-sanzione. Maxi-sanzione che è, invece, esclusa laddove il tirocinio superi la durata fissata dal piano formativo individuale (ma non quella massima stabilita da legge regionale).

Fonte: Italia Oggi

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