Paolo Soro

Ocse: focus 2017 sul fisco mondiale

Al vaglio l’attività in 55 Paesi; 2 milioni di funzionari pubblici ed esperti fiscali per 750 milioni di contribuenti, ovvero, 1 ogni 375.

Il programma di raccolta dati e di analisi comparata gestito in sede Ocse, TAS, esamina gli elementi e i tratti fondamentali dei moderni sistemi di amministrazione fiscale attivi, ad oggi, in ben 55 Paesi ad economia avanzata o emergente. Per lo più si tratta quindi di Stati compiutamente industrializzati o realtà in cui i processi industriali corrono spediti. In pratica, analisti ed esperti Ocse utilizzano dati, analisi ed esempi d’applicazione di norme fiscali ed erogazione di servizi correlati per evidenziare tendenze chiave, innovazioni recenti ed esempi di buone pratiche. Allo stesso tempo, dalla visione di tali dati emergono spesso anche misure e indicatori di performance in materia di tributi utili per i Paesi interessati. Dunque, lo scopo principale del TAS è quello di condividere informazioni per facilitare il dialogo tra alti funzionari e lo scambio di know how e di strumenti fiscali tra le diverse Agenzie delle Entrate allo scopo di progettare e modernizzare costantemente i rispettivi sistemi fiscali, soprattutto visti dal versante amministrativo, ovvero, sotto il profilo della gestione.

Tanto per cominciare, le 55 Amministrazioni finanziarie partecipanti al TAS 2017 hanno raccolto entrate tributarie nette per 8,5 trilioni di euro nel 2015, una cifra pari a circa il 20% del loro PIL aggregato, tradotto, il gettito fiscale è risultato equivalente ad 1/5 della ricchezza prodotta dai 55 Paesi rappresentati. In più, questi 8,5 trilioni di euro rappresentano il 54% delle entrate pubbliche totali. Come dire, il fisco rappresenta una quota di risorse destinate alla collettività, ma non l’intero.

Le Amministrazioni finanziarie in tutto il Mondo, così come le Entrate italiane, consistono in organizzazioni generalmente grandi e complesse che impiegano quasi 2 milioni di dipendenti che si occupano, giorno dopo giorno, degli affari fiscali di oltre 750 milioni di contribuenti, sia persone fisiche che società. In pratica, è come se ogni 375 contribuenti spuntasse un funzionario del fisco, almeno questo vale per i Paesi membri dell’Ocse nel loro complesso.

In dettaglio, il TAS 2017 contiene sette capitoli che forniscono dati relativi alle prestazioni, tendenze e commenti basati su dati correlati all'anno fiscale 2015. Al suo interno compaiono anche otto articoli ad hoc redatti dalle stesse Amministrazioni partecipanti su una serie di questioni di attualità e oltre cento esempi di innovazione e di buone pratiche da esportare in caso in altri Paesi. I dati indicati di seguito sono stati raccolti attraverso un accurato monitoraggio coordinato dall’Ocse in collaborazione con il Centro Interamericano Amministrazioni Fiscali (CIAT), il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e l'Organizzazione intra-europea delle amministrazioni fiscali (IOTA).

In particolare, quest’ultimo rapporto mostra il cambiamento significativo che si sta verificando nelle Amministrazioni fiscali, guidato soprattutto dall'uso di nuove tecnologie, strumenti e dati per migliorare l'efficacia e la fornitura di servizi contemporanei. A ciò s’aggiunge il desiderio di ridurre il costo delle operazioni e degli oneri fiscali sui contribuenti e l’assunzione di nuove responsabilità in capo alle diverse Amministrazioni. E per finire, decisivo motore di cambiamento è l'attuazione delle modifiche di ampia portata e di rilievo delle norme fiscali internazionali, inclusi i risultati, il monitoraggio e gli aggiornamenti correlati al Progetto Beps (Erosione di base imponibile e spostamento dei profitti) dell'OCSE/G20.

La performance collettiva delle Amministrazioni fiscali trattate nella pubblicazione si è generalmente rafforzata negli ultimi due anni, inclusa una crescita costante nella fornitura e nell'uso dei servizi digitali, in particolare per sostenere un nuovo modello di self-service o fai-da-te dei contribuenti, l'uso di canali elettronici per archiviare o pagare e miglioramenti nelle comunicazioni telefoniche.

I livelli di conformità fiscale stanno migliorando. La ricetta utilizzata comprende la semplificazione dei requisiti fiscali, l'espansione degli accordi di cooperazione e una maggiore gestione e facilitazione della conformità, come il pre-riempimento delle dichiarazioni dei redditi, ovvero, l’adozione della dichiarazione dei redditi precompilata. Inoltre, l'uso di strumenti più sofisticati consente alle amministrazioni di gestire più attivamente il rischio di conformità e determinare interventi anche preventivi di conformità efficaci su l’intero spettro dei contribuenti, comprese le grandi imprese, gli individui con un elevato patrimonio netto e le piccole e medie imprese.

Minori costi di storage, cioè di acquisizione, archiviazione e successivo reimpiego dei dati e delle informazioni, associati ai progressi delle tecnologie di analisi hanno consentito alle Amministrazioni non solo di reperire più dati a supporto di nuovi approcci e prodotti, ma anche di facilitare una migliore gestione dei rischi fiscali, inclusa la gestione della conformità più vicina all'evento imponibile o dove si verifica più naturalmente per il contribuente. Nuovi approcci e analisi dei dati consentono inoltre alle amministrazioni di differenziare il servizio e il trattamento di intervento in base al rischio fiscale percepito di una transazione, di un contribuente o di un evento. Le Amministrazioni segnalano inoltre il lavoro sempre più specifico per rafforzare ulteriormente la sicurezza delle informazioni sui contribuenti, nonché uno sforzo considerevole per garantire che i processi interni impediscano tentativi illegali di ottenere informazioni e per assicurare che la persona con cui hanno a che fare sia in effetti il ​​contribuente.

Fonte: Fisco-Oggi

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