Paolo Soro

Onu e Ciat: focus sulla fiscalità per la crescita dei Paesi emergenti

Linee guida per la progettazione e la valutazione degli incentivi tributari come leva dello sviluppo economico e dell’equità.

Che siano finalizzati a correggere le inefficienze di mercato, a promuovere le nuove attività industriali e gli investimenti, a generare economie di agglomerazione o a sovvenzionare le imprese quando il loro settore è in recessione, gli incentivi fiscali rappresentano uno strumento strategico nelle politiche fiscali di tutti i Paesi. Ma se da un lato le economie sviluppate ne fanno uso, per lo più, per promuovere le attività di ricerca e sviluppo, le esportazioni e contribuire a rendere competitive le loro imprese nel mercato globale, quelle in via di sviluppo li mettono in campo per attirare investimenti stranieri e dare impulso alle imprese nazionali. In entrambi i casi bisogna ricordarsi che non sono a costo zero, per esempio, in termini di entrate, di costi amministrativi, di efficienza economica. Senza un’efficace analisi dei costi/benefici, nello specifico Paese, non è possibile valutare correttamente l’impatto sulla crescita economica e sull’ampliamento della base imponibile. Partendo da questa considerazione le Nazioni Unite e il Ciat hanno messo a punto un manuale che in circa 200 pagine cerca di fornire alle Amministrazioni fiscali dei Paesi in via di sviluppo una metodologia pratica e facile da implementare che consenta loro di stimare il beneficio netto degli incentivi fiscali dedicati a specifici settori o categorie, renderne più efficiente la progettazione, la valutazione e la gestione. Le due organizzazioni internazionali mirano così a sostenere le possibili riforme amministrative volte a migliorare le procedure fiscali in un’ottica di maggiore equità, efficienza fiscale e crescita economica.

Il manuale, suddiviso in tre sezioni, dà in prima battuta un background teorico degli incentivi fiscali, fornendo concetti chiave sulla loro formulazione, concessione e monitoraggio, per stimolare effettivamente gli investimenti e la crescita, e individua i problemi che possono sorgere in relazione all’adozione di determinati incentivi, in particolare al loro uso per attrarre investimenti stranieri. Proprio su questo tema il volume riporta le opinioni di alcuni autori, tra cui quelle espresse da Alex Easson e Eric M. Zolt nel volume “Tax Incentives” pubblicato dalla Banca Mondiale nel 2002, in merito agli effetti negativi degli incentivi fiscali finalizzati all’attrazione degli investimenti nei Paesi in via di sviluppo. Queste misure sarebbero, infatti, negative, sotto il profilo teorico, perché falserebbero le decisioni di investimento e, sotto il profilo pratico, perché risultano essere poco efficaci e favorirebbero gli abusi e la corruzione. È per questo motivo che, andando avanti, il documento fornisce un elenco degli aspetti che le Amministrazioni fiscali dovrebbero considerare e affrontare prima di adottare un incentivo fiscale, al fine di garantire la coerenza tra il quadro giuridico del bonus e la politica sottostante.

Onu e Ciat, quindi, passano agli aspetti pratici e forniscono alle Amministrazioni fiscali gli strumenti per effettuare un’efficace analisi dei costi-benefici correlati agli incentivi fiscali, concentrandosi sugli aspetti che sono davvero funzionali a stimolare gli investimenti e la crescita economica. Spesso, infatti, sostiene lo studio, l’introduzione di benefici fiscali porta a una riduzione della base imponibile senza nessun effetto sostanziale sul fronte dei livelli di investimento, ma quando gli incentivi sono progettati nel modo giusto i risultati arrivano. Il manuale, in conclusione, consente alle Amministrazioni di calarsi nella realtà con uno studio comparativo dedicato a due schemi usati negli Stati Uniti e con una dettagliata analisi dei costi-benefici degli incentivi fiscali concessi all'industria del turismo nella Repubblica Dominicana.

Fonte: Fisco-Oggi

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