Paolo Soro

Parlamento Ue: sui Paradise Papers si avvicina la commissione d’inchiesta

Un accordo dei capigruppo del Pe dà l’ok a un’indagine sulle rivelazioni uscite allo scoperto nel novembre scorso.

I presidenti dei gruppi politici del Parlamento Europeo hanno recentemente raggiunto un accordo sulla costituzione di una nuova commissione d’inchiesta sulla criminalità finanziaria, l’evasione fiscale e l’elusione fiscale. L’accordo fa seguito ai Paradise papers, i 13 milioni circa di documenti sottratti a due società finanziarie che descrivono le attività offshore di celebrità e multinazionali e che hanno messo in risalto il lavoro ancora incompiuto e necessario dell’Europa per garantire un’equa tassazione. La decisione deve ora essere convalidata da un voto plenario del Parlamento.

I Paradise papers sono documenti venuti allo scoperto nel mese di novembre 2017 che mostrano come individui e aziende internazionali cerchino di nascondere la propria ricchezza e ridurre al minimo i propri obblighi fiscali. Tutti gli Stati membri devono quindi agire per fermare i meccanismi di elusione fiscale. Da qui la decisione del Parlamento europeo di formare una nuova commissione d’inchiesta.

La compagine sarà composta da 45 membri, provvisoriamente denominata Taxe 3, con un mandato di un anno, avrà l’obiettivo di sviluppare e completare il lavoro svolto dal Taxe 1, dal Taxe 2 (commissioni speciali sui tax rulings) e dal Pana (commissione su riciclaggio di denaro, elusione ed evasione fiscale), oltre a quello di esaminare i Paradise papers.

Inoltre, dovrà dare seguito ai progressi compiuti da parte degli Stati membri per quanto riguarda la rimozione delle pratiche fiscali che consentono l’elusione e/o l’evasione fiscale e sono dannose per il corretto funzionamento del mercato unico, come previsto nelle risoluzioni del Parlamento europeo del 25 novembre 2015, del 6 luglio 2016 e del 13 dicembre 2017.

Tra i compiti della nuova commissione, ci sarà anche quello inerente alla valutazione dell’elusione delle norme Iva della Ue nell’ambito dei Paradise papers e più in generale la valutazione dell'impatto delle frodi Iva e delle regole di cooperazione amministrativa, rispettando al contempo il lavoro in corso nella commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo (Econ). Dovrà analizzare anche lo scambio di informazioni e le politiche di coordinamento tra gli Stati membri e Eurofisc, il network creato nel 2010 per individuare e combattere i nuovi meccanismi di frode all’Iva transfrontaliera.

Il comitato Taxe 3 dovrà anche valutare i regimi nazionali che prevedono privilegi fiscali per i nuovi residenti, seguire da vicino i lavori in corso e il contributo della Commissione Ue e degli Stati membri nelle istituzioni internazionali, compresi Ocse, G20, Onu e Gafi, nel pieno rispetto delle competenze della Commissione per gli affari economici e monetari in materia fiscale e delle competenze della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.

Tra le attività previste nel mandato, vi è poi l’organizzazione di incontri con gruppi internazionali ed europei (incluso il gruppo Codice di condotta sulla tassazione delle imprese), istituzioni nazionali come i Governi degli Stati membri e dei Paesi terzi, e rappresentanti della comunità accademica, delle imprese e della società civile.

È previsto, inoltre, che venga analizzata e valutata la dimensione dei Paesi terzi nei reati finanziari, nelle pratiche di elusione ed evasione fiscale, incluso l'impatto sui Paesi in via di sviluppo. Rientra tra gli incarichi, infine, il monitoraggio della valutazione della Commissione europea e la procedura di screening per l’inserimento dei Paesi terzi a rischio nell’atto delegato legato alla quarta direttiva antiriciclaggio.

Le pratiche fiscali di alcuni Stati membri hanno portato il Parlamento europeo ad aprire due Commissioni speciali, Taxe1 e Taxe2 a novembre e dicembre del 2015. Aziende internazionali come Google, Apple, IKEA e McDonald’s sono state chiamate per spiegare la propria condotta fiscale davanti alle Commissioni. La relazione finale di Taxe 2 conteneva una lista nera dei paradisi fiscali e sanzioni contro le giurisdizioni fiscali non cooperative.

La Commissione di inchiesta Pana è stata creata a giugno 2015, dopo le rivelazioni dei Panama papers, con il compito di esaminare l’impegno dell’Ue e degli Stati membri per quanto riguarda la trasparenza in materia di tasse. A metà dello scorso dicembre sono state votate dall’assemblea plenaria le raccomandazioni che concludono i 18 mesi di lavoro della Commissione sulle misure per mettere in pratica le leggi contro le frodi fiscali. 

Tra le 211 raccomandazioni approvate, vi sono contenute misure quali la creazione di registri pubblici dei titolari effettivi delle aziende, le sanzioni contro gli intermediari che favoriscono la pianificazione fiscale aggressiva e la richiesta di costituire una commissione d’inchiesta permanente sulla fiscalità.

Fonte: Fisco-Oggi

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