Paolo Soro

Patent box, più informazioni

Le novità introdotte per le aziende interessate al Patent box sui marchi.

Nuovi adempimenti per le imprese che hanno chiesto di applicare il Patent box sui marchi: non basterà indicare i dati sui beni immateriali e sul reddito agevolabile in dichiarazione dei redditi, ma le imprese dovranno anche fornire indicazioni sulla residenza fiscale di società controllanti e correlate.

La novità è stata introdotta dal decreto 28 novembre 2017, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di ieri.

La modifica si è resa necessaria a seguito dell'art. 56 del dl n. 50/2017 convertito nella legge 21 giugno 2017, n. 96 che ha eliminato i marchi d'impresa dall'alveo dei beni immateriali agevolabili, determinando, sostanzialmente, un restringimento dell'ambito oggettivo di applicazione del beneficio.

Il decreto ha inoltre introdotto disposizioni di coordinamento per tener conto della predetta soppressione e disciplina del periodo transitorio (grandfathering) per i marchi d'impresa e ha individuato le modalità per l'effettuazione dello scambio spontaneo di informazioni con riferimento alle opzioni esercitate per i marchi d'impresa.

Il nuovo decreto sostituisce il precedente decreto interministeriale 30 luglio 2015, ed è stato emanato in attuazione degli impegni assunti in sede Ocse.

In particolare, certifica l'esclusione dei marchi d'impresa dall'ambito oggettivo di applicazione del beneficio, con riferimento alle opzioni esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

Lo stesso decreto salvaguarda le opzioni sui marchi d'impresa esercitate in precedenza, che restano efficaci per cinque anni, ma non oltre il 30 giugno 2021, senza possibilità di rinnovo alla scadenza.

Chi ha esercitato l'opzione Patent box sui marchi è tenuto a indicare nella dichiarazione dei redditi, oltre agli elementi previsti per tutti i beni immateriali, anche i paesi esteri in cui sono fiscalmente residenti le società che esercitano il controllo diretto sul soggetto stesso.

Lo stesso deve essere fatto per le società che esercitano il controllo indiretto sul soggetto stesso.

Deve dichiarare anche le società correlate, ove esiste una partecipazione oltre il 20%, dalle quali il soggetto ha ricevuto compensi per lo sfruttamento dei marchi d'impresa oggetto dell'opzione.

Fonte: Italia Oggi

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