Paolo Soro

UE: Gli indirizzi economici 2018

La Commissione presenta l’Analisi annuale della crescita, insieme ad altri documenti. Ecco le priorità, anche fiscali.

La Commissione europea presenta il suo “pacchetto d’autunno”, ovvero una serie di documenti che fissano le priorità per lo sviluppo economico dei Paesi membri nel 2018: prima fra tutti, l’Analisi annuale della crescita 2018, seguita dalla Relazione 2018 sul meccanismo di allerta, dalla Raccomandazione per la zona euro 2018, dal Progetto di relazione comune sull'occupazione 2018, dalla Proposta di modifica degli orientamenti in materia di occupazione e dalla Comunicazione sui documenti programmatici di bilancio.

Investimenti, riforme strutturali e politiche fiscali responsabili. Queste le tre linee guide indicate dall’Analisi per il nuovo anno. Un “triangolo virtuoso”, come viene definito nel documento, che serva come bussola di orientamento agli Stati Ue per poter introdurre le misure più idonee a livello nazionale. In particolare, gli investimenti dovrebbero promuovere la ripresa e la crescita di lungo periodo e le riforme strutturali dovrebbero riguardare mercato del lavoro e politiche sociali.

L’Analisi mette nero su bianco quali debbano essere le priorità dei Governi europei anche sul fronte fiscale. L’obiettivo principale è quello di garantire un sistema fiscale più equo ed efficiente, cercando di razionalizzare la riscossione delle imposte. Le azioni chiave che vanno messe in campo a livello europeo, invece, includono l’adozione di misure anti-abuso, la riforma del sistema Iva, della CCTB (Common Consolidated Corporate Tax Base) e della tassazione dell’economia digitale. La Commissione, inoltre, si impegna a proporre nuove misure contro la pianificazione fiscale aggressiva e a rafforzare il proprio impegno anche sul fronte internazionale. In quest’ambito, lo scopo è quello di garantire la giusta tassazione delle multinazionali affinché paghino le imposte dovute nei Paesi europei dove generano gettito, evitando l’attuazione di pratiche elusive.

L’Analisi evidenzia come la leva fiscale giochi un ruolo di primo piano anche nell’occupazione e, in un’ottica più vasta, nelle politiche sociali. Secondo il documento Ue, bisognerebbe intervenire con incentivi indirizzati alle categorie più deboli, come i lavoratori a basso reddito e i disoccupati di lungo periodo.

Il gruppo di documenti presentato dall’Esecutivo comunitario insieme all’Analisi annuale della crescita delinea gli orientamenti economici da seguire per i prossimi mesi. La Raccomandazione per la zona euro 2018 contiene indicazioni sulla politica economica indirizzate agli Stati membri dell’Ue. Il documento fissa cinque priorità per il biennio 2018-2019: attuare riforme che supportino la crescita e il Mercato Unico; riformare il mondo del lavoro; completare la creazione dell’Unione bancaria; rafforzare quella economica e monetaria; mettere in campo una politica fiscale che, da una parte, sostenga le finanze pubbliche e, dall’altra, contrasti in modo efficace l’evasione. La Relazione sul meccanismo di allerta rappresenta il documento ufficiale da cui prende il via per il 2018 il ciclo della procedura per gli squilibri macroeconomici, che mira a individuare i Paesi membri che dovranno essere sottoposti ad analisi più approfondite nel corso del prossimo anno. I Pareri sui documenti programmatici di bilancio della zona euro contengono, invece, le valutazioni della Commissione sulla conformità di 18 Stati europei alle norme contenute nel Patto di Stabilità e Crescita. Infine, il Progetto di relazione comune sull’occupazione 2018 e la Proposta di modifica degli orientamenti in materia di occupazione sono dedicati entrambi ai nuovi indirizzi sulle politiche sociali e del lavoro.

Fonte: Fisco-Oggi

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